Merlini Giovanni · Nationalrat · 2015-12-01
Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2015-12-01
Wortprotokoll
Oggi ci troviamo a dibattere su questa iniziativa dei Verdi in seguito alla bocciatura di misura del controprogetto indiretto in sede di votazione finale durante la scorsa sessione autunnale del nostro Consiglio, con la conseguenza, che la questione dell'entrata in materia ha dovuto essere riesaminata. Lo scorso 27 ottobre la CAPTE del Consiglio degli Stati ha rifiutato l'entrata in materia sulla revisione della legge sulla protezione dell'ambiente mentre [PAGE 1956] la commissione sorella del Consiglio nazionale, lo scorso 4 novembre, si è pronunciata a larga maggioranza per raccomandare di respingere l'iniziativa popolare dei Verdi, oggetto di questo dibattito.
L'iniziativa comporterebbe infatti un ulteriore aggravio per l'economia svizzera ed è oggettivamente inutile, ritenuto che le nostre imprese sono già oggi per lo più all'avanguardia nell'uso efficiente delle risorse. La richiesta contemplata nella disposizione transitoria dell'iniziativa è inoltre radicale: postula infatti la realizzazione, entro il 2050, dell'obiettivo di un'impronta ecologica che, calcolata sulla popolazione mondiale, non superi in consumi le risorse equivalenti di un pianeta Terra.
Il testo dell'iniziativa non si esprime però sulla misurazione dell'impronta ecologica e neanche sui criteri per misurarla. Secondo lo studio commissionato dall'Ufficio federale dell'ambiente oggi l'impronta ecologica della Svizzera ammonta a 2,8 pianeti Terra. Di conseguenza, l'adempimento degli obiettivi dell'iniziativa comporterebbe una riduzione dell'attuale consumo di risorse nella misura di circa il 65 per cento, come abbiamo già più volte sentito stamattina.
I vari provvedimenti draconiani che si renderebbero necessari a tale scopo, come per esempio, ma non solo, l'adozione di obiettivi quantitativi e di provvedimenti per la tracciabilità nonché la raccolta obbligatoria di imballaggi, trasformerebbero la nostra economia sociale di mercato in un'economia pianificata, rendendo ancora più difficile la vita delle nostre aziende, in un momento congiunturale che è già caratterizzato dalla difficile sfida del franco forte e dal rischio di una strisciante deindustrializzazione, con conseguenze rilevanti per l'occupazione. Senza poi dire che la concretizzazione dell'iniziativa presupporrebbe persino che gli obiettivi contemplati nella strategia 2050 vengano inaspriti e attuati di conseguenza con implicazioni eccessivamente restrittive in diversi settori economici, tra cui la pianificazione nel territorio e l'edilizia, per non citarne molti altri.
Vi invito pertanto a sostenere la maggioranza commissionale, raccomandando a popolo e cantoni di respingere questa iniziativa.