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Romano Marco · Nationalrat · 2016-03-09

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2016-03-09

Wortprotokoll

Da quando abbiamo cominciato la nostra giornata, abbiamo sicuramente già consumato due pasti - spero che siate riusciti a farlo tutti -, e nel consumare questi pasti abbiamo consumato cibo perlopiù prodotto in Svizzera. La speranza dei promotori di questa iniziativa è quella di avere i prodotti necessari per garantire la sicurezza alimentare anche nei prossimi decenni.

La popolazione mondiale aumenta e non possiamo sottovalutare questa problematica anche in un Paese come il nostro. Lo desiderano i nostri contadini e anche le circa 150 000 persone che hanno sottoscritto questa iniziativa.

Nel nostro sistema di democrazia diretta, l'iniziativa popolare è lo strumento utile a un gruppo di interesse, a una realtà organizzata a livello nazionale, per realizzare un progetto politico negletto, o insufficientemente sostenuto, dalle istituzioni federali.

Con questa iniziativa, l'Unione svizzera dei contadini ci presenta un nuovo articolo costituzionale utile a difendere e promuovere il settore primario e la sicurezza alimentare nei prossimi decenni. L'agricoltura svizzera deve essere in grado anche in futuro di fornire alla popolazione prodotti locali regionali di grande qualità. Il Ticino conosce un gran numero di aziende che praticano la vendita diretta. L'attenzione verso il territorio è presente, ma va rafforzata e garantita nei prossimi anni. Si tratta di realtà apprezzate a cui devono essere date le condizioni quadro per continuare nel loro impegno. Di particolare importanza - se penso al Ticino - sono i prodotti con il marchio "Ticino". Il marchio garantisce che i prodotti siano a base di materie prime ticinesi e che la lavorazione sia fatta in maniera preponderante nel nostro cantone. Al momento ci sono circa 140 aziende - la maggior parte sono aziende agricole - con indicativamente 350 prodotti con questo marchio. Occorre battersi per il futuro di queste realtà.

Personalmente ho deciso di sostenere questa iniziativa in linea con la strategia di sviluppo del nostro Paese, dove si esige che l'agricoltura svizzera debba poter approvvigionare la popolazione in quantità sufficiente di materie agricole di [PAGE 278] qualità. Non si può sensibilizzare e chiedere di consumare a livello locale in maniera responsabile e in seguito non porre le basi affinché questa produzione sia realmente possibile. In aggiunta sappiamo tutti che aumentano le pressioni dovute alle importazioni, così come gli acquisti oltre frontiera causati dal franco forte.

L'iniziativa è un progetto generazionale volto a rafforzare a lungo termine la sicurezza alimentare per la popolazione e creare migliori prospettive future per le famiglie di contadini impegnati nel nostro Paese.

Respingere la proposta è un atto inopportuno. Il governo medesimo ammette che a livello costituzionale c'è un deficit per quel che riguarda la problematica della sicurezza alimentare.

Voto e invito a votare sì all'iniziativa popolare "per la sicurezza alimentare". A chi la combatte affermando che questo articolo costituzionale sarà il fondamento per nuovi sussidi, per nuove regolamentazioni o complicazioni pianificatorie, rispondo che toccherà comunque al Parlamento legiferare e quindi agire in maniera responsabile e appropriata. Le decisioni spettano a noi, questo articolo costituzionale non deve essere visto con lo spettro di un'evoluzione legislativa inattesa, ingiustificata.

Il Ticino è un cantone particolare. A differenza di altre realtà è contraddistinto da grandi differenze - le valli, il piano. L'agricoltura ha una valenza multifunzionale: la produzione, la protezione dell'ambiente, la conservazione del paesaggio e l'occupazione, soprattutto l'occupazione a livello di valli, a livello di decentralizzazione sul territorio.

Il settore primario ticinese si impegna in questa direzione, ma si trova confrontato con numerosi grattacapi - meno superficie, meno aziende, aziende sempre più grandi con gravi problematiche di costi, e dei redditi delle famiglie contadine che si riducono. I redditi agricoli sono bassi e i nuovi incentivi per la politica agricola incoraggiano soprattutto l'agricoltura estensiva, impossibile in Ticino, e non di certo la produzione, che è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare del Paese.

Infine, l'iniziativa "per la sicurezza alimentare" intende consolidare l'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari di produzione indigena e sostenibile.