Merlini Giovanni · Nationalrat · 2016-03-17
Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2016-03-17
Wortprotokoll
I promotori di questa iniziativa popolare chiedono una base costituzionale per miglioramenti sostanziali dell'efficienza nell'uso dell'energia elettrica.
Con l'iniziativa si vuole obbligare la Confederazione a prescrivere obiettivi di efficienza per questo vettore energetico e ad adottare le relative misure insieme ai cantoni. Obiettivo principale è la stabilizzazione del consumo finale di energia elettrica entro il 2035 al livello del 2011, con possibilità per il Consiglio federale di adeguare tale soglia massima e i parametri intermedi in caso di sviluppi inattesi nella crescita della popolazione oppure nel fabbisogno di energia elettrica ai fini della sostituzione delle tecnologie che fanno capo all'energia di derivazione fossile.
Nel valutare la portata di questa iniziativa popolare non si può fare a meno di costatare come essa risulti in parte superata dalla strategia energetica 2050, la quale prevede già di incrementare notevolmente anche l'efficienza elettrica. Come è noto, il primo pacchetto di misure contempla precisi obiettivi di efficienza per i fornitori di energia elettrica su cui il Consiglio nazionale si è espresso nella sessione invernale dell'anno scorso. In particolare è stato approvato l'obiettivo di ridurre del 13 per cento il consumo pro capite di corrente elettrica entro il 2035. Per la seconda fase, a partire dal 2021 il Consiglio federale prevede inoltre una tassa di incentivazione sull'elettricità che dovrebbe essere fiscalmente neutra, senza cioè accrescere la quota parte della spesa pubblica. Dal 2008, nel modello di prescrizioni energetiche dei cantoni figura l'obbligo di sostituzione dei riscaldamenti elettrici, obbligo che in diversi cantoni nel frattempo è divenuto legge.
L'iniziativa popolare presenta tuttavia almeno due incongruenze con la strategia energetica 2050: la prima è che non tiene conto della seconda fase della strategia stessa, che intende convertire l'attuale sistema di promozione in un sistema di incentivazione a partire dal 2021; la seconda è che si concentra unicamente ed esclusivamente sul vettore energetico dell'elettricità e sull'aumento dell'efficienza elettrica. Questo limite è piuttosto grave perché in ambito energetico sono indispensabili la diversificazione e l'armonizzazione dei vari vettori.
Non è quindi condivisibile questo squilibrio manifesto dell'iniziativa, che conferendo un peso eccessivo al vettore dell'energia elettrica di fatto impedirebbe una pianificazione energetica globale, con il rischio di rallentare od addirittura ostacolare la sostituzione dei vettori energetici fossili tramite energia elettrica - un postulato politico ampiamente condiviso e da sempre sostenuto dai cantoni di montagna, desiderosi di poter meglio valorizzare le loro risorse idroelettriche. Obiettivi di efficienza unicamente per il vettore elettrico possono comportare inoltre anche delle distorsioni del mercato, che sono nocive e vanno evitate nella misura in cui impedirebbero un buon coordinamento tra tutti i vettori energetici.
L'approvazione dell'iniziativa implicherebbe l'ancoramento costituzionale di concreti obiettivi finalizzati soltanto all'incremento dell'efficienza elettrica, mentre la nostra Costituzione contiene già prescrizioni e direttive sul consumo razionale e sul risparmio energetico che comprendono implicitamente anche l'efficienza elettrica. Anche già solo per ragioni formali e di coerenza, gli obiettivi concreti di efficienza, come quelli proposti dagli autori dell'iniziativa popolare, andrebbero dunque semmai disciplinati nelle leggi e nelle ordinanze pertinenti.
Per questi motivi, vi invito a sostenere la proposta della maggioranza, raccomandando al popolo e ai cantoni di respingere l'iniziativa.