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Romano Marco · Nationalrat · 2016-09-20

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2016-09-20

Wortprotokoll

L'esercito è ancora una delle poche realtà veramente federali, presente in tutto il Paese e capace di integrare le varie componenti del Paese. In quest'ottica l'esercito è anche un attore economico importante, capace di generare un indotto finanziario notevole in ogni suo ambito di attività. Penso alle truppe dislocate nei vari angoli del Paese, alle varie piazze d'armi, ma anche e soprattutto alle centinaia di milioni di franchi spesi annualmente nell'acquisizione di beni e servizi. Si va dall'equipaggiamento personale, all'acquisto dei vari materiali di consumo fino alla sussistenza.

Con un budget di 5 miliardi di franchi l'anno, confermato da questo Parlamento, e una presenza capillare in tutto il Paese, l'esercito - per il tramite di Armasuisse a cui è delegata la competenza per gli acquisti - rappresenta un cliente molto interessante per numerose PMI. Purtroppo si denota una tendenza preoccupante: sempre più commesse finiscono nelle mani di pochi grandi gruppi, capaci di proporre prezzi e modalità di consegna impossibili per una PMI tradizionale svizzera. I bandi di concorso sono semplicemente inaccessibili per le aziende tradizionali.

Un esempio pratico, magari banale? Le camicie che tutti hanno portato durante il servizio militare: un tempo queste erano commissionate a e prodotte da varie piccole e medie imprese dislocate in tutti gli angoli del Paese. Veniva messo a concorso un numero ridotto di camicie da fornire in tempi adeguati per una piccola o media impresa. Ora la comanda è globale, migliaia di capi in tempi rapidi, magari una sola volta l'anno. Solo grandi gruppi riescono quindi a concorrere [PAGE 1456] e ottengono queste importanti commesse. Le piccole e medie imprese sono semplicemente tagliate fuori. La modalità di messa a concorso è inadeguata per il tessuto economico nazionale. Le camicie sono solo un esempio, ma globalmente la quantità di beni e servizi, per i quali i concorsi non sono a misura delle piccole e medie imprese, è crescente. È un fenomeno che può essere arrestato solo con una chiara volontà politica, nel rispetto delle leggi vigenti in materia.

Con questa mia mozione chiedo al Consiglio federale di prendere le misure necessarie affinché l'approvvigionamento di beni e servizi, così come di materiale di consumo, per l'esercito - tramite Armasuisse - sia organizzato in maniera tale che ai bandi per le forniture possano partecipare attivamente, con possibilità di ottenere la commessa, anche piccole e medie imprese, di tipica dimensione svizzera. Per il raggiungimento di tale obiettivo è fondamentale che i bandi siano pubblicati nelle tre lingue ufficiali e che i quantitativi richiesti siano commisurati alle capacità produttive delle piccole e medie imprese.

Il Consiglio federale, respingendo questa mozione, sostiene che vi è già la giusta attenzione e che a livello linguistico sono state apportate correzioni al sistema. Faccio fiducia, ma non mi posso assolutamente accontentare di questa dichiarazione. Occorre cambiare approccio in maniera pragmatica e reale, con una scelta politica, volta a commesse a favore di piccole e medie imprese svizzere. In questo modo non solo si genera un indotto significato ripartito in tutte le regioni del Paese, ma si conferma anche l'esercito attore di coesione federale e capace di far lavorare le imprese svizzere, permettendo loro anche di lavorare per una realtà molto importante nel nostro Paese.