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Pantani Roberta · Nationalrat · 2016-12-13

Pantani Roberta · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2016-12-13

Wortprotokoll

Quest'iniziativa popolare venne presentata quando il Consiglio federale o meglio il Dipartimento federale delle finanze sotto la guida della ex consigliera federale Widmer-Schlumpf cedeva su tutto il fronte finanziario e bancario sotto la pressione internazionale e a seguito dei vari scandali bancari di cui abbiamo sentito parlare anche questa mattina. Si fece così largo l'idea - che oggi rimane sostenuta da una parte del Parlamento - che oltre i vari accordi internazionali di scambi e di informazioni e secondo la prassi OECD, anche dal punto di vista interno si sarebbe dovuto arrivare ad uno scambio automatico di informazioni tra fisco e Stato. Ad inizio della nuova legislatura il Consiglio federale ha affermato che il tema del segreto bancario all'interno della Svizzera non è più un tema prioritario dell'agenda politica, perché i tempi non sono maturi.

La libertà individuale è un principio fondamentale della nostra società e comprende pure il diritto - sottolineo: il diritto - alla sfera privata, sancito nella Costituzione federale all'articolo 13. Il modello del successo svizzero si basa su questa libertà e sulla lealtà e fiducia che esistono tra Stato e cittadini. Il segreto bancario è un segreto professionale sancito in una legge, che a suo tempo non venne introdotto per favorire o addirittura proteggere attività illecite o evasori del fisco, bensì per tutelare la privacy dei cittadini. C'è un voyeurismo di fondo preoccupante in questa tendenza di voler rendere trasparente tutto, di voler sapere quante imposte paga un cittadino, quanto guadagna e quanto ha sul proprio conto bancario. Lo scopo è quello di appianare tutti sullo stesso livello, colpevolizzando poi chi ha di più rispetto a chi ha di meno, di fatto scardinando il principio fondamentale della nostra società, che è una società liberale dal punto di vista economico e dove, nel rispetto della legge, ognuno è libero di fare ciò che meglio crede e può guadagnare quanto vuole - se è di più, meglio per lui -, contribuendo al benessere di tutti.

Questa iniziativa popolare, se accettata, non cambierà gli standard già oggi esistenti. Già oggi gli istituti bancari sono obbligati a trasmettere i dati in caso di apertura di inchiesta penale o rogatoria, e già oggi la Svizzera rispetta gli standard del GAFI. Qui parliamo di cittadini svizzeri, di tutti noi, di tutti coloro che sinora si sono comportati in maniera corretta e che si comporteranno così anche in futuro. Il senso di responsabilità di ognuno di noi ha fatto sì che sia il cittadino medesimo a trasmettere i dati della propria banca al fisco. Non facciamo quindi in modo che la banca si trasformi di fatto in un ente spione.

La libertà personale e la protezione della sfera privata sono tasselli fondamentali della nostra società e del nostro ordinamento. Se guardiamo attorno a noi, a quelli Stati che spesso gli oppositori a questa iniziativa popolare prendono come esempio, che cosa troviamo? Troviamo un'economia sommersa, fatta di non fatturazioni ed incassi a contanti per sfuggire a queste norme, gravi problemi di evasione fiscale o frode e di non trasparenza di operazioni commerciali. Vogliamo arrivare a questo punto? - Io penso di no!

L'eccessiva invadenza dello Stato non può che danneggiare gli equilibri oggi vigenti. La nostra democrazia si basa sulla libertà e sulla responsabilità individuali. Le pressioni che arrivano dall'estero non possono smantellare questi principi.

Anche se oggi, come ha detto il Consiglio federale, il tema non è di stretta attualità, è meglio comunque, visti i precedenti, anticipare i tempi. Il diritto alla sfera privata, per quanto riguarda le questioni fiscali, va quindi ancorato alla Costituzione.

Vi invito a voler sostenere l'iniziativa popolare e in subordine a sostenere almeno il controprogetto.