Merlini Giovanni · Nationalrat · 2019-03-13
Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2019-03-13
Wortprotokoll
Nella seduta del 26 ottobre scorso la vostra Commissione degli affari giuridici ha approvato con 13 voti contro 7 la mozione in discussione che chiede l'introduzione dell'istituto del trust nel diritto svizzero. La mozione è stata accolta dal Consiglio degli stati il 12 giugno 2018 con 25 voti contro 16 e 2 astensioni.
Negli ultimi due anni il nostro Parlamento ha chiaramente espresso a più riprese il suo consenso nei confronti di uno strumento la cui adozione eliminerebbe un importante svantaggio competitivo per la piazza finanziaria svizzera.
Il 27 febbraio 2017 infatti il Consiglio nazionale aveva già accolto a larga maggioranza il mio postulato 15.3098, depositato a nome del gruppo liberale-radicale, che chiede di esaminare un'eventuale codificazione del trust nell'ambito del Codice civile svizzero o del Codice delle obbligazioni. Il relativo rapporto dovrebbe essere licenziato nei prossimi mesi.
Il 20 ottobre dello stesso anno, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale aveva deciso di dare seguito all'iniziativa parlamentare Regazzi 16.488, formulata in modo generico, che pure mira ad ancorare il trust nel nostro diritto privato.
La Commissione sorella della Camera dei cantoni aveva a sua volta dato seguito a quest'iniziativa parlamentare. Nella stessa occasione aveva rincarato la dose decidendo di depositare anche una mozione commissionale per aumentare la pressione sul Consiglio federale che finora e comunque fino all'adozione dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale si è opposto all'ipotesi di introdurre il trust nel diritto svizzero, senza argomenti convincenti.
La minoranza della nostra commissione teme invece che l'introduzione del trust possa in qualche modo risultare incompatibile con la strategia del denaro dichiarato e ritiene inopportuno affidare l'incarico al Consiglio federale prima di conoscere i vari modelli legislativi possibili che saranno indicati nel rapporto sul postulato 15.3098. Questa è la posizione della minoranza.
La maggioranza da parte sua segnala invece che da quando la Svizzera ha riconosciuto i trust di diritto straniero, ratificando il 26 aprile 2007 la Convenzione dell'Aia sul diritto applicabile ai trust, i rischi di elusione fiscale risultano superati visto che l'imposizione ricalcherebbe la prassi consolidata in materia di trust stranieri chiaramente definita nella circolare numero 30 della Conferenza svizzera dei direttori delle finanze del 22 agosto 2007.
Perché vi è necessità di agire a livello legislativo? Prima di tutto perché occorre accrescere la trasparenza. Oggi è infatti indispensabile fare ricorso a disposizioni legali di altri Stati - pratica con cui ben pochi addetti ai lavori hanno dimestichezza. Sono disposizioni che possono variare anche significativamente a seconda del diritto straniero applicabile nel caso concreto. Maggiore trasparenza comporta anche maggiore sicurezza del diritto e quindi prevedibilità degli effetti giuridici per i clienti e per la piazza finanziaria, il che a sua volta va a tutto vantaggio della credibilità e della reputazione dell'istituto stesso nella misura in cui viene ridotta al minimo, se non esclusa, la possibilità di strumentalizzazione del trust ai fini dell'elusione fiscale - ciò anche da parte di soggetti stranieri in virtù dello scambio automatico di informazioni.
La seconda ragione è che la creazione di valore aggiunto per la nostra piazza economica è rilevante. Grazie a un trust di diritto svizzero si creerebbero posti di lavoro nel nostro paese per poter soddisfare la domanda costantemente in crescita.
A dispetto della grande mobilità del capitale sarebbe così possibile trattenere in Svizzera, sul nostro territorio, consistenti averi patrimoniali di cittadini stranieri, interessati a una gestione patrimoniale secondo i criteri di qualità dei nostri istituti finanziari.
Il terzo motivo è che la vigilanza sui trustees stranieri, ossia su coloro che sono tenuti a gestire il patrimonio destinato dal settlor a precisi scopi nell'interesse dei beneficiari, è molto più complessa in un'ottica di prevenzione del riciclaggio di denaro che non invece sui trustees svizzeri e residenti nel nostro paese. La flessibilità del trust lo rende particolarmente idoneo per la pianificazione successoria in casi particolari - dove per esempio i beneficiari possono essere minorenni bisognosi di protezione o adulti portatori di handicap, oppure dove c'è un trapasso successorio in più fasi e secondo precise modalità decise dal settlor - o per il perseguimento di progetti di pubblica utilità, nonché per la successione aziendale e anche per determinati negozi giuridici di garanzia a fini previdenziali.
Non per niente paesi come l'Italia, la Scozia, il Liechtenstein, Malta e l'Austria lo hanno codificato nella loro legislazione civile e fiscale.
Comme nous le rappelle la doctrine, et en particulier le professeur Thévenoz dans son essai paru dans la "Revue suisse du droit des affaires et du marché financier" du mois de février de l'année passée: "Si les trusts soumis à une loi étrangère sont reconnus par notre ordre juridique en accord avec la Convention de La Haye sur les trusts, les particuliers et les entreprises suisses y recourent dans une mesure limitée car l'application d'une loi étrangère paraît coûteuse et [PAGE 295] suscite des hésitations. Les actes de trust, presque toujours rédigés en anglais, sont d'une grande complexité et reposent sur des notions juridiques qui ne sont pas les nôtres. De ce fait, les personnes qui pourraient souhaiter organiser une transmission de certains biens sur plusieurs générations, et notamment pourvoir aux besoins d'un descendant vulnérable ou incapable de discernement, n'ont pas accès à un instrument de structuration patrimoniale utilisé dans de nombreux pays européens." Je continue l'article: "Un trust de droit interne permettrait de régler de nombreuses situations dans les limites fixées par notre ordre public. Il permettrait en outre de donner une solution simple et fiable à des problèmes répandus qui n'ont pas encore trouvé de solution sûre en droit actuel."
Le temps est donc venu que le Conseil fédéral prenne acte de la volonté plusieurs fois exprimée par le Parlement et qu'il présente un projet de loi concernant la codification du trust en droit suisse.
C'est pour cela que je vous invite à suivre la majorité et donc à adopter cette motion.