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Romano Marco · Nationalrat · 2019-06-11

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-06-11

Wortprotokoll

La Commissione delle istituzioni politiche ha esaminato questa iniziativa parlamentare lo scorso 21 febbraio. L'iniziativa, depositata dal gruppo dell'UDC, chiede una moratoria nell'ambito dei ricongiungimenti familiari per persone ammesse provvisoriamente, anche rifugiati. Si vuole in pratica sospendere il ricongiungimento familiare delle persone ammesse provvisoriamente, compresi i rifugiati. La commissione propone di non dare seguito all'iniziativa con 15 voti contro 9.

Secondo l'articolo 85 capoverso 7 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione devono oggi trascorrere almeno tre anni dalla decisione di ammissione provvisoria prima che le persone ammesse provvisoriamente, rifugiati compresi, possano a determinate condizioni essere raggiunti in Svizzera dai coniugi e dai figli d'età inferiore ai 18 anni, i quali saranno inclusi nell'ammissione provvisoria. In pratica, non è possibile chiedere il ricongiungimento familiare immediatamente, devono passare tre anni e le famiglie che lo chiedono devono garantire di essere in grado di sostenere finanziariamente il proprio caro che viene portato in Svizzera.

Nell'ambito dell'approfondimento in commissione, l'amministrazione ha potuto confermarci che nel periodo tra il 2013 e il 2017 si sono realizzate 308 situazioni di questo tipo. Qui non parliamo di migliaia di casi; nell'ambito degli ammessi provvisoriamente - non in generale dei rifugiati o delle persone che hanno ricevuto l'asilo - si tratta di 308 casi dal 2013 al 2017.

La moratoria chiesta dagli autori dell'iniziativa è fuori luogo. La commissione reputa che la legge sia stata di recente sufficientemente rivista, e le regole inserite, come ho potuto specificare, pongono l'asticella ad un livello sufficientemente alto per evitare abusi. L'attesa di tre anni e la necessità di disporre di mezzi adeguati per sostentare i propri cari sono ritenuti sufficienti.

Va anche sottolineato che le recenti modifiche della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione - era l'oggetto 13.030 - hanno ulteriormente lanciato un dibattito in questo ambito. Si era valutato la possibilità di stralciare totalmente la possibilità di ricongiungimento familiare nell'ambito dell'ammissione provvisoria. Questo non è stato il caso, è stato nuovamente valutato il quadro legale e si è ritenuto sia sufficientemente stretto. Infatti, a livello internazionale siamo tra i paesi che hanno le regole più restrittive in materia.

Una moratoria, in aggiunta, non risolverebbe assolutamente il problema e, anzi, lo procrastinerebbe solo di tre anni. Trascorsi i tre anni l'amministrazione si troverebbe confrontata con una valanga di richieste. L'attuale sistema invece pone delle condizioni per cui solo pochi possono fare richieste in tal senso.

Infine va ricordato come lo statuto dell'ammissione provvisoria sia sotto inchiesta o sotto valutazione da parte dell'amministrazione a seguito di una mozione approvata da entrambe le Camere, che chiede di rivedere questo statuto, di rivederne le regole, sia per la concessione sia per l'amministrazione in Svizzera. Quindi, anche l'ammissione provvisoria in relazione al ricongiungimento familiare andrà rivista nell'ambito degli atti che seguiranno questa mozione approvata dalle Camere.

In questo senso, in questo momento, non c'è la necessità di agire. In questo momento non vi è un'opportunità di introdurre una moratoria. La maggioranza della commissione vi propone quindi, con 15 voti contro 9, di respingere l'iniziativa.