Semadeni Silva · Nationalrat · 2019-06-13
Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2019-06-13
Wortprotokoll
Non stiamo parlando di una "iniziativa esagerata", come è stato detto poco fa. Rispettare in Svizzera e all'estero i diritti umani e le norme ambientali [PAGE 1050] purtroppo non va da sé per numerose imprese multinazionali. E misure volontarie o la redazione di bei rapporti sulla sostenibilità non bastano. Le imprese multinazionali dispongono di una grande potenza finanziaria e politica. Il loro potere supera i confini e spesso quello degli Stati stessi, soprattutto quando si tratta di paesi poveri e fragili con governi corruttibili.
Lo sappiamo tutti, le violazioni dei diritti umani e i disastri ambientali nel mondo sono all'ordine del giorno - e riguardano spesso anche le numerose imprese con sede in Svizzera. Una multinazionale basilese, per esempio, vende da anni erbicidi altamente tossici vietati in Svizzera in oltre cento paesi. Una grande banca svizzera, incurante dell'opposizione, finanzia la costruzione di un oleodotto che minaccia oltre all'equilibrio climatico anche l'approvvigionamento principale di acqua potabile della popolazione locale in una riserva indiana statunitense. L'oro che viene raffinato in Ticino proviene per vie traverse da miniere africane, dove bambini lavorano a condizioni disumane. Ci sono vari altri esempi nei quali sono implicate imprese svizzere.
L'iniziativa popolare "per imprese responsabili" vuole perciò che le multinazionali con sede nel nostro paese considerino a livello globale i rischi delle loro attività per la società e per l'ambiente. Si basa sul dovere di diligenza, uno strumento con effetto preventivo, che minimizza anche i rischi di denunce. La tendenza a regolamentare le attività delle multinazionali con questi scopi è in corso anche in altri paesi.
I diritti umani e gli standard ambientali vanno rispettati coerentemente dappertutto. Dick Marty, ex consigliere agli Stati liberale ticinese e co-presidente del comitato d'iniziativa ci pone questa domanda: ma noi, vogliamo essere gli ultimi o i primi?
Per me e per una parte considerevole della società civile svizzera le violazioni dei diritti umani e i disastri ambientali causati nel mondo da imprese con sede nel nostro paese sono inaccettabili. L'iniziativa "per imprese responsabili" è espressione di questa convinzione. La Svizzera è conosciuta per l'alta qualità dei suoi prodotti e per il rispetto delle leggi. Le società che beneficiano all'estero di questa reputazione devono a loro volta rispettare gli standard internazionali. Questo non è solo nell'interesse delle popolazioni lontane e dell'ambiente globale, bensì anche della credibilità della nostra economia, dell'immagine della Svizzera nel mondo.
La commissione del Consiglio nazionale ha elaborato un controprogetto indiretto sostenuto anche da diversi esponenti economici. Gli autori dell'iniziativa hanno manifestato il loro interesse per questa proposta e si dichiarano pronti a vagliare il ritiro dell'iniziativa. Anch'io, come tanti altri che hanno parlato prima di me, vi prego di seguire le raccomandazioni della chiara maggioranza della commissione per poter perfezionare la proposta di legge e renderla accettabile a tutte e due le parti. Anche il Consiglio degli Stati, che ha bocciato il controprogetto indiretto a stretta maggioranza, 22 voti contro 20, potrebbe tornare sui suoi passi. In caso contrario, l'iniziativa passerà al voto popolare e io la sosterrò.