Semadeni Silva · Nationalrat · 2019-09-16
Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2019-09-16
Wortprotokoll
Mi domando, vogliamo disciplinare autonomamente l'immigrazione, magari reintroducendo l'inumano statuto dello stagionale e i burocratici contingenti, inimicandoci così tutti i nostri vicini? Vogliamo denunciare unilateralmente l'Accordo sulla libera circolazione con l'UE, accettato dal popolo nel 2000 con il 67,2 per cento dei voti insieme ad altri cinque importanti accordi, che così verrebbero tutti abrogati? Vogliamo sprofondare la Svizzera in una specie di "Brexit elvetica"? A quest'iniziativa dell'UDC dalle conseguenze disastrose io - come tanti altri prima di me - non posso che dire no.
L'immigrazione è la fonte di tutti i mali, vuole farci credere l'UDC. Ma la libera circolazione delle persone non è uno sbaglio, anzi, è positiva e contribuisce a soddisfare la domanda di personale dell'economia svizzera, quindi anche a salvaguardare il nostro benessere. Come potremmo coprire i posti vacanti nel settore ospedaliero, nel turismo, nell'edilizia e in vari altri settori senza gli immigrati?
Anche se dal 2013 il saldo migratorio diminuisce, in alcune regioni, è vero, l'alto numero di frontalieri provoca malcontento. In questi casi bisogna reagire e combattere il dumping salariale con un salario minimo dignitoso - come già hanno fatto i cantoni di Neuchâtel e del Giura -, con contratti collettivi e controlli efficienti. Importante è ovunque l'attuazione delle misure di accompagnamento, ancorate nella legge sui lavoratori distaccati, che secondo l'articolo 15 capoverso 2 resta in vigore solo con l'Accordo bilaterale sulla libera circolazione.
Inoltre da un anno vale l'obbligo di annunciare i posti vacanti nelle categorie professionali in cui il tasso di persone in cerca di impiego raggiunge o supera l'8 per cento, rispettivamente il 5 per cento a partire dal 1° gennaio 2020. Si tratta di una decisione del nostro Parlamento per promuovere la forza lavoro residente. Ed è in preparazione finalmente anche una nuova regola per migliorare la sicurezza sociale dei disoccupati anziani. Applicare tutte le misure in modo efficiente è la vera sfida - non l'Accordo sulla libera circolazione.
Buoni e stabili rapporti con l'UE, che l'iniziativa mette in pericolo, sono fondamentali per il nostro paese. Se consideriamo il caos che è venuto a crearsi in Gran Bretagna a causa della Brexit, dovremmo sapere cosa significa giocare con il fuoco. Già abbastanza complicata si presenta per noi la ratifica dell'accordo istituzionale, di cui abbiamo bisogno per attualizzare i trattati bilaterali, per regolare le divergenze e per concludere nuovi trattati importanti con l'UE, come quello sull'elettricità. Buoni rapporti con l'UE sono necessari anche per affrontare le grandi sfide, come quella del surriscaldamento climatico o del controllo dei giganti multinazionali. La via solitaria oggi non è una prospettiva. La Svizzera non è un'isola, si trova nel cuore dell'Europa. Volenti o nolenti, anche noi siamo europei. Nell'interesse di noi tutti non possiamo che dire no con fermezza a quest'iniziativa antieuropea e controproducente.