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Chiesa Marco · Nationalrat · 2019-09-24

Chiesa Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2019-09-24

Wortprotokoll

Che l'UDC sia contraria all'accordo di Schengen non è certo una novità. Noi ci impegniamo affinché ci sia una maggior sicurezza ai confini, ma ciò lo si può solo realizzare presidiando le frontiere. Come d'altronde non crediamo neanche che il proliferare di nuovi enti burocratici e strutture istituzionali possa portare a qualcosa di buono. Con questo messaggio spenderemo semplicemente e nuovamente 33,5 milioni di franchi per un progetto in cui non crediamo. Non può inoltre piacere il fatto che il nostro diritto di decidere sia limitato ai soli casi contemplati dalla convenzione - una sorta di autodeterminazione castrata. D'altro canto, noi assumeremo la totalità della direttiva europea e anche tutti gli sviluppi futuri. Insomma, siamo in presenza di un antipasto di quello che è l'accordo quadro. Ci preoccupa inoltre la rapidità dei cambiamenti che l'UE detta nella direttiva 1077 del 2011. In poco tempo, stiamone certi, ci troveremo obbligati a costantemente recepire tutto ciò che gli altri decidono per noi.

Prima di sottoscrivere una convenzione come quella che abbiamo sui nostri banchi dobbiamo far sì che i dossier aperti tra la Svizzera e l'UE siano finalmente trattati e chiariti e che cessi la pressione e la discriminazione di Bruxelles nei confronti del nostro paese. Immagino che termini quale riconoscimento della borsa svizzera, Erasmus, Horizon 2020 e il miliardo di coesione siano ben noti a tutti. Per questo mi auguro che oggi rappresentino un monito a non dare tutto senza ottenere nulla in cambio.

La grande maggioranza del nostro gruppo non sosterrà questa convenzione concernente la partecipazione della Svizzera all'Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala.