Cattaneo Rocco · Nationalrat · 2019-12-03
Cattaneo Rocco · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2019-12-03
Wortprotokoll
La mozione presentata dalla nostra commissione scaturisce dal tanto discusso caso Pilatus. Nell'ambito dell'applicazione della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero, lo scorso 26 giugno la direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri ha fermato le attività dell'azienda Pilatus in Arabia saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Ricordo che questa legge è entrata in vigore il 1° settembre del 2015 e probabilmente ci vuole ancora un po' di tempo nella sua applicazione e interpretazione per arrivare ad una certa routine.
In queste attività rientrano il supporto tecnico, la gestione dei pezzi di ricambio nonché la risoluzione dei problemi relativi ai velivoli di addestramento PC-21 e simulatori, la cui esportazione era stata precedentemente approvata dalla SECO sulla base della legge sul controllo dei beni a duplice impiego. Secondo la direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri questi servizi equivalgono ad un supporto logistico delle forze armate dei due paesi. Ciò non è compatibile con gli obiettivi di politica estera della Confederazione e non rispetta quindi l'articolo 1 lettera b della sopraccitata legge. Inoltre è stata fatta denuncia presso il Ministero pubblico della Confederazione, poiché, sempre secondo la stessa legge, per questo tipo di attività sussiste un obbligo di notifica che Pilatus ha trascurato per diverso tempo.
Questa decisione in seno alla nostra commissione ha sollevato degli importanti punti di discussione:
1.[NB]Gli obiettivi di politica estera della Confederazione possono essere interpretati diversamente nei dipartimenti. La direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri controlla e approva le prestazioni fornite dalle imprese svizzere sui beni da loro esportati. Ma già i beni da esportare sottostanno in un primo momento all'esame e all'approvazione della SECO sulla base della legge sul controllo dei beni a duplice impiego e sulla legge federale sul materiale bellico.
Come in questo caso può dunque succedere che un bene venga approvato per l'esportazione dalla SECO, mentre le relative prestazioni, in un secondo tempo, vengono bloccate dalla direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri. Questo si traduce in una confusione sulle competenze tra i dipartimenti che crea insicurezza presso le nostre aziende e industrie all'esportazione.
2.[NB]L'incertezza del diritto causata da una simile decisione danneggia l'immagine e l'affidabilità delle nostre imprese e del nostro paese all'estero, senza dimenticare che in questo caso sono in gioco anche diversi posti di lavoro dell'azienda esportatrice.
3.[NB]Non da ultimo, questi divieti possono generare ripercussioni pure sulla nostra politica di sicurezza. Ricordo che l'industria svizzera ha infatti bisogno anche di esportare i suoi beni per rimanere competitiva e per poter mettere a disposizione le competenze e le conoscenze in materia di manutenzione, revisione tecnica eccetera a beneficio dei sistemi di difesa e di sicurezza del nostro esercito.
Riassumendo, siamo di fronte a tre leggi federali - legge federale sul controllo dei beni a duplice impiego, legge federale sul materiale bellico e legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero - che nella loro interpretazione presentano delle zone d'ombra, sulle quali occorre fare luce il prima possibile; e questo naturalmente anche tra i dipartimenti competenti.
Proprio per questo motivo, la nostra commissione, con 13 voti contro 7 e 0 astensioni, ha deciso di approvare una mozione che chiede di interrompere immediatamente l'interpretazione della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero finché il Tribunale amministrativo federale non avrà deliberato sul caso Pilatus. In seguito, se necessario, si deciderà eventualmente di attuare una modifica di legge.
Una minoranza propone di respingere la mozione. Secondo i sostenitori di questa minoranza, l'amministrazione ha agito correttamente attuando quanto sancito dalla legge. Quanto deciso dalla direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri è giustificato dal fatto che le attività della Pilatus contrastano gli obiettivi di politica estera della Confederazione. Infine, secondo la minoranza il Parlamento non dovrebbe inserirsi nel caso di un procedimento di diritto amministrativo.
Tuttavia, secondo la maggioranza della commissione occorre fare chiarezza il prima possibile per evitare il ripetersi di casi simili e di riflesso ripercussioni sulla nostra industria, sulla nostra piazza economica svizzera e sulla nostra politica di sicurezza. A nome della commissione vi invito quindi ad approvare la mozione e respingere la relativa proposta di minoranza.