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Marchesi Piero · Nationalrat · 2019-12-18

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2019-12-18

Wortprotokoll

Ondate di furti nelle abitazioni, esplosioni di bancomat, assalti armati violenti a furgoni portavalori - sì, tutto questo avviene nel tranquillo e sicuro Ticino. A preoccupare non è l'aumento dei reati, tutto sommato sotto controllo, ma piuttosto la violenza e la professionalità con cui essi vengono perpetrati attraverso i nostri confini, che di fatto sono un colabrodo, e questo malgrado il costante impegno delle nostre forze dell'ordine.

I primi dieci mesi del 2019 nel Luganese sono stati perpetrati 1102 furti, 377 con scasso, e nel Mendrisiotto 421 furti, 117 con scasso. I ladri agiscono spesso attraverso il confine verde, oramai incustodito, trasandato e dimenticato. In dieci mesi, cioè dal 23 novembre 2018 al 10 settembre 2019, sono stati assaltati ben 7 bancomat: a Coldrerio, Arzo, Stabio, Taverne, Novaggio, Monteggio e Comano. Le modalità sono sempre le stesse: interdizione di sistemi di sicurezza, esplosione del bancomat e fuga in pochi minuti attraverso i valichi incustoditi.

Il 5 luglio scorso, un portavalori che si recava alla Banca Raiffeisen di Monteggio, il comune dove sono sindaco, è stato preso d'assalto poco dopo le nove da un gruppo di malviventi armati di fucili mitragliatori. I delinquenti si sono poi dati alla fuga con la refurtiva di circa 800[NB]000 franchi. Il portavalori in seguito è stato ritrovato in Italia, a venti chilometri dal confine - all'interno, legata, una guardia del portavalori.

Non siamo più di fronte a ladruncoli che rubano per fame ma a vere organizzazioni criminali che operano a titolo professionale. Il Ticino non deve diventare il Far West della Svizzera. La popolazione ha paura e chiede aiuto alla politica. Il municipio di Monteggio, sostenuto da tutti i comuni del Malcantone, in data 5 agosto scorso, ha indirizzato una missiva al Consiglio federale per chiedere maggiore sicurezza. La richiesta della mozione Pantani che propone la chiusura notturna dei valichi secondari è tuttora inevasa.

La Svizzera è certamente il luogo ideale per i criminali stranieri, perché ci sono ricchezza, dispositivi di sicurezza non sempre efficaci e infine buone possibilità di farla franca. Dal Consiglio federale ci aspettiamo una seria presa a carico del problema. Pertanto chiedo se il Consiglio federale intende coinvolgere maggiormente i cantoni nel garantire più sicurezza, se le guardie di confine possono essere indirizzate maggiormente alla sicurezza e meno alle operazioni doganali, e se eventualmente può essere impiegato anche l'esercito.