Romano Marco · Nationalrat · 2020-03-02
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2020-03-02
Wortprotokoll
Questa mozione si rifà a una vicenda che è stata di grande attualità nella primavera del 2019, ma che tutt'oggi è ancora aperta sia da un punto di vista politico, sia giudiziario.
Era l'inizio del 2019 quando l'Agenzia delle Entrate italiana e la Guardia di finanza hanno inviato a praticamente tutte le banche svizzere due questionari attraverso i quali chiedevano una serie di informazioni inerenti tutti i redditi di capitale prodotti in Italia, le modalità di gestione della clientela, i dati anagrafici dei consulenti bancari operativi in Italia, le società controllate operative in Italia, i bilanci d'esercizio dal 2013 al 2017, e altre informazioni ancora. È stata una vera offensiva a tappeto con uno scopo chiarissimo: assoggettare su suolo italiano tutti i redditi ottenuti dalle banche svizzere in Italia. È una chiara e forte misura di protezionismo, un'azione politica che poggia su fragili basi legali.
Oggi si sta muovendo l'Italia, in futuro potrebbero farlo tutti i paesi attorno a noi. I risvolti per la piazza finanziaria - non solo ticinese ma della Svizzera intera, perché la clientela italiana non è servita solo da banche ticinesi -, sono oltremodo dannosi: sono a rischio posti di lavoro e introiti fiscali importanti.
L'assenza di un accordo sui servizi finanziari e di una regolamentazione chiara per l'attività di crossboarding è oltremodo pesante per gli operatori del settore. Dal Consiglio federale è lecito aspettarsi un approccio più deciso verso l'Italia. È ora di avere una regolamentazione per questa attività molto importante per la nostra piazza finanziaria.
L'attuale interpretazione del fisco italiano sta mettendo in difficoltà gli istituti di credito svizzero e si scontra con la giurisprudenza italiana. Le società estere senza stabile organizzazione in Italia vanno escluse da imposizioni in Italia. Alla luce di questa situazione un intervento della Confederazione è fondamentale per chiarire congiuntamente e in collaborazione con le associazioni di categoria di riferimento i dubbi inerenti all'interpretazione e all'applicazione della convenzione italo-svizzera contro le doppie imposizioni del 1976.
La mozione di fatto chiede che il Consiglio federale a sostegno dell'azione della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali si adoperi tanto allora quanto ancora oggi con le associazioni di categoria di riferimento e con le autorità italiane per chiarire la questione. L'Italia ha certamente un margine di manovra per promuovere nel proprio diritto interno una politica protezionistica. Da parte della Confederazione il settore si attende tuttavia sostegno e chiari segnali verso Roma con l'invito di non attuare politiche discriminatorie e irrispettose delle convenzioni vigenti. Il Consiglio federale ha giustamente accolto questa mozione affermando di essere in contatto con il settore finanziario e con le autorità italiane. Il Consiglio federale afferma - su questo ho qualche dubbio e i riscontri che si ricevono dagli operatori del settore confermano che non corrisponde al vero - che sembra che non sussistano dubbi in merito all'interpretazione o applicazione della CDI.
Ebbene, le banche stanno litigando con l'autorità fiscale italiana. Talune scelgono di pagare, altre portano avanti delle vertenze giudiziarie. Che di fronte a una tale situazione non ci sia incertezza mi sembra alquanto fuori luogo. È positivo che il Consiglio federale accetti la mozione. Accettare la mozione significa interessarsi del tema e andare a sostegno delle nostre banche. Da qui non capisco come si possa contestare questa mozione. Spero che il Consiglio nazionale l'accolga.
Assieme ad accogliere questa mozione è utile ricordare al Consiglio federale l'urgenza di trovare una soluzione con l'Italia in materia di servizi finanziari. Un accordo è assolutamente urgente. La piazza finanziaria sta soffrendo in maniera acuta questa politica protezionistica italiana e l'assenza di una regolamentazione.