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Farinelli Alex · Nationalrat · 2020-05-04

Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2020-05-04

Wortprotokoll

Il gruppo liberale-radicale sostiene in maniera unanime le proposte di supplemento al preventivo che il Consiglio federale ha proposto per il Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca. Respinge di conseguenza tutte le proposte di minoranza nonché tutte le proposte individuali depositate oggi.

È indubbio che nell'ambito di questa crisi, inizialmente di carattere esclusivamente sanitario, la seconda sfida da affrontare è quella di carattere economico. Queste due componenti non sono tuttavia in contrapposizione, anzi, devono andare avanti insieme. Le previsioni che ci vengono sottoposte, che negli scenari peggiori prevedono una disoccupazione che sale al 6 o 7 per cento e un prodotto interno lordo che cala del 10 per cento, devono preoccuparci enormemente.

Lo devono fare perché l'economia non sono gli avidi manager o le multinazionali come descritta in maniera un po' caricatturale da una parte politica. L'economia è rappresentata, ed è chiaro a tutti oggi, da quei padri e quelle madri di famiglia che devono provvedere ai loro cari, da quei piccoli [PAGE 421] commercianti o ristoratori che hanno visto in pochi mesi mettere in discussione il lavoro di una vita, da tutte quelle attività che permettono di costruire il benessere per noi e per le prossime generazioni e soprattutto da quell'insieme di attività che creano le condizioni quadro per far sì che si possa costruire un paese più giusto, più equo e più sostenibile, un paese che guarda al futuro e che sa aiutare chi ha bisogno.

La strategia del Consiglio federale di garantire da un lato la liquidità alle aziende - con il sistema delle fideiussioni che prevedono un importo per coprire le perdite e i costi amministrativi di un miliardo di franchi per la prima fase - e di garantire dall'altro lato il reddito ai cittadini con il lavoro ridotto e le indennità di perdita di guadagno è sicuramente stata ottima, perché ha garantito un intervento veloce che arrivasse effettivamente a chi ne aveva bisogno. Il sistema istituzionale svizzero, normalmente lento, ha saputo mettere in atto un cambio di marcia notevole; di questo siamo grati al Consiglio federale e all'amministrazione.

Andare adesso a proporre di allargare ulteriormente questo sistema, cambiandone neanche la filosofia con le proposte che ci vengono messe sul tavolo, sarebbe sbagliato. Anche da parte nostra queste proposte sono da respingere.

D'altra parte siamo consapevoli che il voto di oggi su questi crediti supplementari, in particolare i 6 miliardi di franchi per l'assicurazione contro la disoccupazione, non sarà sufficiente e non sarà l'ultimo in merito. Già senza questo intervento, con il terzo della forza lavoro attualmente in lavoro ridotto, l'assicurazione contro la disoccupazione avrebbe ben presto raggiunto il tetto massimo di 6 miliardi d'indebitamento presso il fondo di compensazione.

A queste misure si aggiungeranno poi delle misure per altri ambiti e settori particolarmente toccati, come ad esempio il turismo o l'agricoltura, che a breve chiederanno degli interventi puntuali.

Un fattore anche molto importante è stato quello di creare un sistema di controllo dell'erogazione di questi aiuti. Il funzionamento del sistema ci è stato spiegato: è stato costruito un sistema in maniera che si riesca nel miglior modo possibile, senza creare ulteriore burocrazia, a verificare che questi mezzi non vengano utilizzati con scopi non conformi a quelli previsti dalla legge.

Da ultimo una nota dolente per quanto concerne il contributo alla flotta d'alto mare. Il collega Schwander ha perfettamente ragione, è una storia che in questo Parlamento si vede ripetere da ormai troppi anni. Per il gruppo liberale-radicale è però chiaro che l'impegno della Confederazione purtroppo c'è, e quindi non si può scegliere di non pagare. Con una certa riluttanza dovremo ancora ratificare questo importo, chiedendo però al Consiglio federale una volta per tutte di prendere il toro per le corna e di essere completamente trasparente sull'argomento, mettendo sul tavolo una strategia per finalmente uscire da questa situazione che costa decine di milioni di franchi.