Storni Bruno · Nationalrat · 2020-09-10
Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2020-09-10
Wortprotokoll
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni presenta una mozione che chiede al Consiglio federale di modificare l'ordinanza su servizi di telecomunicazione affinché il servizio universale per l'accesso a Internet abbia una velocità di almeno 80 megabit per secondo. Questo per garantire un accesso adeguato alle necessità attuali di comunicazione digitale in tutte le zone residenziali del paese, regioni periferiche incluse. Il servizio di comunicazione digitale dev'essere considerato alla stregua di altri servizi di base come l'approvvigionamento di energia elettrica o l'acqua potabile.
Per il servizio di comunicazione digitale è difficile ipotizzare velocità di accesso ridotte o limitate in funzione della densità della popolazione, come ad esemio è il caso per il trasporto pubblico. L'accesso a Internet oggi o c'è, ed è completo, cioè a banda ultralarga, o di fatto non c'è, quando una larghezza di banda è rimasta a livelli di qualche anno fa.
Lo sviluppo tecnologico corre molto più velocemente della politica e dei meccanismi di adattamento di leggi e ordinanze. Le esigenze di servizio universale per la velocità di accesso a Internet devono poter garantire nel tempo un servizio di base, anche laddove per questioni di mercato non arriverebbe. Se non lo facciamo, si arrischia che presto o tardi chi non dispone di un servizio a banda ultralarga dalla nostra rete o rinuncerà o si connetterà ad una rete globale satellitare a banda ultralarga ormai dietro l'angolo.
Per evitare quanto detto, nel 2016 il canton Ticino ha chiesto tramite iniziativa cantonale che la Confederazione garantisca l'offerta di banda ultralarga in modo capillare in tutto il paese. Una delle opzioni proposte dagli autori dell'iniziativa cantonale era appunto la definizione della velocità di comunicazione da banda ultralarga nel servizio universale.
Da inizio anno, su proposta del collega Candinas, il servizio universale è fissato a 10 megabit al secondo, che nel frattempo è già stato implementato nella rete. Ma banda ultralarga non vuol dire 10 megabit al secondo. In questo senso l'aumento a 80 megabit al secondo che la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni propone c'entra l'obbiettivo proposto nell'iniziativa cantonale.
È un obbiettivo a portata di mano, grazie anche alle tecnologie "next generation access", sempre più veloci ed economiche, come possiamo vedere concretamente nei recentissimi sviluppi sul terreno delle reti. Oggi già più dell'80 per cento degli utenti in Svizzera beneficiano di una rete di banda di oltre 80 megabit al secondo; è una buona e capillare offerta presente nelle regioni urbane, ma per contro è ancora poco disponibile nelle regioni periferiche e rurali. Dobbiamo evitare che in futuro tra regioni rurali e urbani cresca il divario digitale. Dobbiamo garantire sempre un adeguato servizio in tutto il paese.
Non elenco qui tutte le applicazioni e servizi basati sulla banda ultralarga che quotidianamente usiamo, ma ricordo che proprio con la crisi Covid-19 abbiamo potuto sperimentare massicciamente sia il lavoro che la formazione a distanza. È una dimostrazione di quanto è importante quest'infrastruttura, anche per le regioni rurali e di montagna per permettere posti di lavoro decentralizzati, per l'economia in generale ma anche per ridurre i flussi di traffico pendolare e quindi il carico ambientale.
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni ha accolto la mozione con 15 voti contro 0 e 5 astensioni e invita il Parlamento a fare altrettanto.