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Gysin Greta · Nationalrat · 2020-10-30

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2020-10-30

Wortprotokoll

Nella sua prima votazione della 51esima legislatura, la maggioranza di questo Consiglio ha approvato, contro il parere della maggioranza commissionale, l'entrata in materia sul progetto del Consiglio degli Stati per una normativa volta ad instaurare più trasparenza in materia di lobbismo a Palazzo federale, progetto elaborato in risposta all'iniziativa parlamentare Berberat.

Con 107 voti contro 66 e 4 astensioni il risultato è stato oltremodo chiaro: come il Consiglio degli Stati anche il Consiglio nazionale nella sua nuova composizione è dell'opinione che in materia di lobbismo a Palazzo federale urgano misure più severe. Non si tratta di misconoscere la legittimità o l'importanza del lobbismo, bensì di renderlo più trasparente. Una democrazia non deve sopportare la trasparenza, bensì incoraggiarla, perché solo così i cittadini possono farsi un'opinione veramente completa.

L'entrata in materia è quindi stata decisa il 2 dicembre 2019, e oggi siamo allo stadio della deliberazione di dettaglio.

Il progetto della Camera alta è una risposta all'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere agli Stati Berberat, che chiedeva in sostanza tre cose: l'accreditamento dei lobbisti, più trasparenza e una limitazione del numero dei lobbisti che entrano a Palazzo federale. Il progetto del Consiglio degli stati concretizza così solo parzialmente le richieste dell'iniziativa parlamentare Berberat. Con la modifica dell'articolo 69b capoverso 3 della legge sul Parlamento si risponde al bisogno di più trasparenza: i lobbisti dovranno rendere noto il proprio datore di lavoro, e i lobbisti professionisti per conto di chi si trovano a Palazzo federale.

Nel progetto si rinuncia per contro ad un sistema di accreditamento centralizzato, in quanto ritenuto troppo complicato, e si rimane così all'attuale sistema di accreditamento tramite i parlamentari.

La Commissione delle istituzioni politiche del vostro Consiglio ha proceduto alla deliberazione di dettaglio nella sua seduta del 3 luglio scorso. Nel complesso la maggioranza commissionale condivide l'estensione dell'obbligo di rendere pubbliche le relazioni di interesse dei lobbisti. In aggiunta al progetto del Consiglio degli Stati vuole però sostituire la tessera di accesso permanente con degli accessi giornalieri. Su invito di un parlamentare ogni persona avrà accesso a Palazzo federale. Annunciandosi, i visitatori dovranno indicare se entrano a Palazzo come famigliari, ex parlamentari, collaboratori personali o, appunto, rappresentanti di interessi. Questi[NB]ultimi[NB]dovranno indicare il datore di lavoro, oppure, se sono dei lobbisti professionisti, su mandato di chi si trovano a Palazzo. Le informazioni andranno iscritte in un registro pubblico.

La maggioranza commissionale è dell'opinione che con la tessera d'accesso giornaliera anziché permanente, si faciliti quest'operazione di trasparenza.

Un'altra novità voluta dalla maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche è la limitazione dell'accesso al corridoio dei passi perduti e alle sale adiacenti alle Camere federali; lì l'accesso deve essere escluso ai rappresentanti di interessi.

Il complesso del progetto con le modifiche di cui ho riferito, che ora vi presenterò nel dettaglio, è stato accolto in commissione con 14 voti contro 11.

Nel blocco 1 viene trattato il nocciolo del progetto, ovvero l'accesso a Palazzo federale per i rappresentanti di interessi. Discutiamo qui la modifica della legge sul parlamento, titolo e ingresso, articoli 69, 69a, 69abis, 69b e 69c; dell'ordinanza dell'Assemblea federale, titolo e ingresso, articoli 16a e 16abis; del regolamento del Consiglio nazionale, titolo e ingresso e articolo 61 capoverso 2.

All'articolo 69abis della legge sul parlamento la maggioranza della commissione, con 12 voti contro 12 e voto decisivo del presidente, vuole vietare l'accettazione di prestazioni pecuniarie o in natura per il rilascio di una tessera d'accesso permanente. La minoranza Buffat vuole rinunciare a questo divieto in quanto dell'opinione che l'accettazione di regalie è già regolamentata in maniera sufficiente nella legislazione vigente. La maggioranza commissionale ritiene invece opportuno vietare esplicitamente l'accettazione di denaro o prestazioni in natura per il rilascio delle tessere d'accesso, in quanto le norme contro la corruzione sono applicabili solo nella misura in cui sia appurato che qualcuno si lasci influenzare da tali prestazioni. Questa è evidentemente una ponderazione, che nel caso singolo andrebbe fatta da un giudice. È un'eventualità piuttosto remota e, perlomeno nel caso di regalie minori, difficile da accertare. Anche le raccomandazioni sull'accettazione di regalie per i parlamentari, pure citate da oratori che mi hanno preceduto, sono oltremodo vaghe. Per questo motivo si vuole una regola chiara, semplice e indiscutibile: è vietato accettare regalie di ogni tipo quale ricompensa all'accesso a Palazzo federale.

All'articolo 69b capoverso 7 si concretizza il principio della trasparenza dei rappresentanti di interessi in visita a Palazzo federale: dovranno indicare il datore di lavoro, oppure, se lavorano per un'impresa specializzata nel lobbismo, precisare i loro mandanti. Queste informazioni devono essere iscritte in un registro pubblico. La minoranza Buffat vuole rinunciare a fare questo registro e soprattutto all'obbligo di rendere pubblici i mandanti per quanto riguarda i lobbisti professionisti. La commissione vi raccomanda con una chiara maggioranza di 18 voti contro 7 di accettare la modifica.

All'articolo 69b capoverso 9 la maggioranza della commissione, con 12 voti contro 11, coerentemente con quanto previsto all'articolo 69abis per le tessere di accesso permanente, vuole vietare l'accettazione di prestazioni pecuniarie o in natura per il rilascio di tessere di accesso giornaliere. Le [PAGE 2069] argomentazioni sono le medesime e per questo motivo non le ripeterò.

La modifica dell'articolo 16abis dell'ordinanza dell'Assemblea federale relativa alla legge sul Parlamento e all'amministrazione parlamentare, che la maggioranza della commissione con 14 voti contro 11 vi raccomanda di accettare, prevede regole di comportamento per i rappresentanti di interessi. Ci si attende in particolare che questi nei contatti con i parlamentari dichiarino la loro identità, l'organizzazione per la quale lavorano e gli interessi che rappresentano. La delegazione amministrativa può prevedere il ritiro della tessera di accesso o l'autorizzazione di accesso in caso di abuso grave di questo diritto. La minoranza Buffat non vuole inserire nell'ordinanza regole di comportamento o sanzioni.

La limitazione dell'accesso al corridoio dei passi perduti e alle sale adiacenti alle Camere federali per i rappresentanti di interessi è stata approvata in commissione con 14 contro 11 voti.

Ancora due parole sulle proposte individuali: Le proposte individuali Nantermod, Gschwind, Badran Jacqueline e Fischer Roland vogliono mantenere per i rappresentanti di interessi l'attuale sistema delle tessere d'accesso permanenti distribuite dai parlamentari. Questo concetto contraddice l'intenzione dalla commissione, che vuole appunto passare agli accessi giornalieri. Vi rendo attenti al fatto che accettando queste proposte individuali non togliamo la possibilità dell'accesso giornaliero previsto nel progetto della commissione. Invece di modificare le possibilità d'accesso dei lobbisti, accettando le proposte individuali andiamo quindi ad estenderle. Questo non renderà più semplice il lavoro di chi dovrà stilare il registro delle relazioni degli interessi.

La proposta individuale Glättli va nella direzione opposta e vuole vietare il lobbismo a quei collaboratori personali e ai famigliari che nel progetto della commissione possono ancora ottenere una tessera d'accesso permanente. Si vuole così corregge la disparità che effettivamente c'è nel progetto della commissione tra lobbisti con accesso giornaliero e lobbisti che in qualità di famigliari o collaboratori personali hanno un accesso permanente - i primi senza e i secondi con la possibilità di accesso al corridoio dei passi perduti.

La proposta individuale Töngi vuole permettere l'accesso al corridoio dei passi perduti anche a chi ha una tessera d'accesso giornaliera. La proposta di escludere questa possibilità è stata approvata in commissione con 14 voti contro 11.

Mi si consenta ancora un'osservazione sul lavoro della commissione che è stato così aspramente criticato da diversi oratori che mi hanno preceduto. Le proposte individuali non indicano che la commissione ha lavorato male, ma semmai che le minoranze nella commissione hanno lavorato male perché hanno rinunciato a presentare queste minoranze. Non è la commissione che ha lavorato male, semmai sono le minoranze ad averlo fatto.