Lombardi Filippo · Ständerat · 2002-09-30
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2002-09-30
Wortprotokoll
Avendo fatto parte anch'io della sottocommissione della Commissione di gestione che ha prodotto questo rapporto, ovviamente condivido la soddisfazione espressa sin qui dai colleghi per la qualità del lavoro svolto e, soprattutto, la sua rapidità. Questa rapidità contrasta singolarmente con la lentezza della giustizia penale che, sin d'ora, annuncia che non arriverà a nessuna conclusione prima di tre anni, il che deve veramente porci qualche interrogativo su quella che rimane una delle condizioni quadro dello sviluppo armonioso di un paese e della sua economia.
Era opportuna questa inchiesta che permette di chiarire, senza alcun dubbio, come la responsabilità pressoché totale della crisi risiede nel management e negli amministratori di SAir Group, colpevoli di numerose e crasse violazioni di quei principi di "corporate governance", di cui si fa un gran parlare di questi tempi, ma che troppo spesso vengono dimenticati. La domanda che potremmo porci, in questo come in altri consessi, è di sapere quali altri e quanti altri gruppi, eventualmente, presentano violazioni simili a quelle che abbiamo potuto registrare in questa inchiesta.
Era importante anche questa inchiesta perché doveva affermare che l'eventuale responsabilità della Confederazione rimane totalmente sussidiaria rispetto a quella di SAir Group medesimo e si limita semmai ad una insufficiente definizione del compito di vigilanza sul piano economico e della detezione precoce di eventuali crisi, con conseguente preparazione di scenari che permettono al Consiglio federale di intervenire il più rapidamente possibile. Ed è importante riaffermare questo, un anno dopo la crisi, ricordando soprattutto le emozioni dei giorni di questo "grounding", che avevano visto parecchi, anche in questo palazzo, puntare il dito contro la Confederazione, contro il Consiglio federale, anche contro gli istituti bancari, ritenuti responsabili del problema. Sappiamo che così non era e sappiamo che le responsabilità erano nel gruppo, anzi sappiamo anche che, qualunque fosse stata, nel settembre, nell'ottobre 2001, la reazione della Confederazione, la crisi era talmente profonda che non avrebbe più potuto essere evitata, tutt'al più pilotata in un modo leggermente meno violento.
Alcuni di coloro che mi hanno preceduto hanno voluto sottolineare il fatto che non sia stato necessario, con questa inchiesta, ricorrere ad una commissione parlamentare di inchiesta ad hoc. Condivido la soddisfazione espressa in questo giudizio, facendo però notare, visto che facevo parte dei favorevoli di una commissione ad hoc, che coloro che abbiamo sentito nelle nostre inchieste ci hanno singolarmente aiutati a far sì che non fosse necessario citarli obbligatoriamente, è un potere questo che non avremmo avuto come Commissione di gestione e che solo una Commissione parlamentare di inchiesta avrebbe potuto avere. Il fatto che abbiamo potuto avere accesso a tutta la documentazione, e a tutte le persone che volevamo interrogare, dimostra che, effettivamente, questa Commissione parlamentare di inchiesta non è stata necessaria, ma non lo si poteva sapere a priori.
C'è però un secondo aspetto per cui una Commissione parlamentare d'inchiesta ad hoc sarebbe stata importante, ed è la ricaduta politica dei risultati ai quali si è giunti. Di questo non sappiamo ancora quale sarà il risultato. La nostra commissione ha presentato tutta una serie di mozioni, postulati e raccomandazioni affinché si ponga rimedio per il futuro alle lacune che sono state constatate e si possano evitare situazioni di questo genere, tanto nel campo dell'aviazione civile, quanto in altri campi economici vitali.
Dipenderà dal nostro Parlamento se avrà la volontà di dar seguito alle proposte contenute nel rapporto dimostrando così di aver capito l'importanza politica e dimostrando così che non era effettivamente necessario il peso politico di una Commissione parlamentare d'inchiesta per arrivare a questa presa di coscienza del Parlamento. Il lavoro e il compito rimangono tutti a questo Parlamento e, naturalmente, al Consiglio federale.