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Gysin Greta · Nationalrat · 2020-12-14

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2020-12-14

Wortprotokoll

La Commissione delle istituzioni politiche ha esaminato l'iniziativa parlamentare 19.434, "Escludere i cosiddetti migranti ambientali o climatici dalla definizione di rifugiato nella legge sull'asilo", nella sua seduta del 13 agosto. L'iniziativa chiede, lo abbiamo sentito, che la legge sull'asilo venga modificata in modo che le persone esposte a pregiudizi causate dal mutamento delle loro basi vitali naturali e dalle conseguenze del cambiamento climatico siano escluse esplicitamente dalla definizione di rifugiato nella legge sull'asilo.

Con 17 voti contro 7 la Commissione vi raccomanda per molteplici motivi di non dare seguito all'iniziativa parlamentare. Da un lato ci sono argomentazioni di tipo formale, dall'altro lato anche considerazioni di merito. Il concetto di rifugiato è definito dalla convenzione di Ginevra sui rifugiati. La definizione è di tipo restrittivo e si basa sul concetto della persecuzione. È una definizione restrittiva e selettiva. Il diritto d'asilo svizzero è regolato nella legge sull'asilo che si basa su una definizione positiva della nozione di rifugiato. Allo status di rifugiato hanno diritto persone che sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche. Menzionare nella legge sull'asilo dei criteri di esclusione dal diritto dello status di rifugiato, nella fattispecie motivazioni di tipo climatico-ambientali, va quindi a stravolgere la logica stessa della legge. Non vi è nessuna evidente necessità di un'azione legislativa nel merito. Secondo la dottrina e la prassi prevalente, gli elementi di coercizione, il cambiamento di luogo e la necessità di protezione da soli non sono sufficienti per essere un rifugiato ai sensi giuridici, a meno che non vi sia una persecuzione rilevante negli ambiti che ho citato in precedenza.

Questa persecuzione deve essere rivolta contro la persona che richiede l'asilo. L'esclusione esplicita dei cambiamenti climatici e delle catastrofi naturali dai criteri che regolano il diritto all'asilo non è quindi solo inappropriata formalmente ma anche superflua nel merito.

Fatte queste considerazioni è comunque giusto portare all'attenzione del nostro consiglio che i cambiamenti climatici hanno un impatto sempre più grande sulla vita delle persone. Sempre più regioni al mondo particolarmente colpite dai cambiamenti climatici stanno diventando inabitabili. Chi abita in queste regioni deve per forza di cose cercare una nuova casa. Ad oggi, la maggioranza delle persone costrette ad abbandonare il loro luogo di residenza per motivi ambientali resta all'interno delle frontiere nazionali. Questo potrebbe cambiare in futuro coll'avanzare dei cambiamenti climatici, la desertificazione e l'aumento degli eventi meteorologici estremi. Più grande sarà il disastro climatico, più grandi saranno gli spostamenti migratori dovuti allo stesso, sia per il numero di persone che si muovono sia per le distanze che dovranno compiere per trovare terreno abitabile.

La questione se i migranti ambientali saranno riconosciuti come nuova categoria di rifugiati è quindi giustamente oggetto di dibattiti a livello internazionale. In ogni caso, la migliore soluzione non è la gestione dei sintomi, ovvero dei rifugiati, ma la lotta alle cause. Quindi, chi non vuole rifugiati ambientali combatte le cause del cambiamento climatico e non fa la lotta a chi cerca una nuova casa.