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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2021-05-05

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2021-05-05

Wortprotokoll

Il tema che affronta l'iniziativa popolare è importante quanto delicato, come emerge nel dibattito che si è tenuto finora. Non metto in dubbio il fatto che più donatori di organi ci sono, meglio è; credo che al proposito in quest'aula possiamo essere tutti d'accordo.

Ma l'iniziativa, e anche il controprogetto, violano diritti fondamentali e lo fanno sotto la pressione di un ricatto morale. Tanto per cominciare, si insiste nel parlare di donazioni di organi ma una "donazione" per definizione è frutto di una libera scelta. Così è al momento. In futuro, se, come è verosimile, il controprogetto verrà accettato e l'iniziativa di conseguenza ritirata, il quadro cambierà: si parlerà ancora di donazione di organi ma sarà una farsa, perché in realtà ci sarà un obbligo di rinunciare ai propri organi, a meno che ci si chiami espressamente fuori.

Le implicazioni di questo nuovo obbligo sono evidenti: il corpo non sarà più di proprietà del singolo individuo ma diventerà di proprietà dello Stato. Negli anni Settanta in Italia le femministe sostenevano il diritto alla contraccezione e all'aborto con il seguente slogan che è rimasto famoso nei decenni: "L'utero è mio e lo gestisco io." Adesso arriva l'inversione di rotta a 180 gradi. Il nuovo motto è: "Il corpo non è più mio e lo gestisce lo Stato."

Ieri in quest'aula abbiamo visto come venivano osteggiate proposte sull'utilizzo del materiale genetico per risalire alle caratteristiche fisiche degli autori di un crimine oppure sull'imposizione agli asilanti di far controllare i propri cellulari al fine di determinare la loro identità, e tutto ciò con la motivazione secondo la quale si tratterebbe di intrusioni nella sfera personale.

L'espianto di organi rappresenta evidentemente un'intrusione infinitamente più grave nella sfera personale: lo Stato non si limita a sbirciare i dati sul mio telefonino, lo Stato si appropria del mio corpo. Il garantismo imperante impone che ogni piccolezza venga autorizzata. Addirittura una registrazione audiovisiva non autorizzata non può servire come mezzo di prova in un processo penale. E invece per il nostro corpo si vuole introdurre il criterio inverso.

A me personalmente interessa poco di cosa accadrà del mio cadavere una volta che sarò morto; se potrà essere utile a qualcun altro tanto meglio. Quindi, per quel che mi riguarda sono favorevole alla donazione dei miei organi, sottolineo "dei miei organi". Mi è però chiaro che non tutti la pensano in questo modo. Soprattutto al di fuori di quest'aula ci sono persone che non si sentono pronte ad accettare un'intrusione tanto grande nel diritto al proprio corpo - un'intrusione che apre poi la porta a chissà quali evoluzioni future, perché la tattica del salame è ben nota, la conosciamo tutti.

Reputo inoltre non accettabile il ricatto morale ai danni di chi, per motivi o timori personali che non ci possiamo permettere di giudicare, non si sente pronto a farsi espiantare gli organi. Un domani queste persone saranno costrette ad esporsi e attivarsi, rifiutando esplicitamente quello che il pensiero unico ha promosso a dovere di Stato. Verranno quindi tacciate di essere co-responsabili della morte di persone ammalate che [PAGE 857] non hanno potuto accedere per tempo ad un organo salvavita. Il marchio d'infamia è pesante. Anche in questo caso si assiste ad una distorsione ideologica e terminologica che non può essere lasciata correre. Una persona muore perché è ammalata e non perché qualcuno non ha donato i propri organi. Se un paziente si è distrutto il fegato con i propri eccessi e muore perché non era a disposizione un organo di riserva, la colpa, se così si può chiamare, del decesso non può passare da chi si è fatto male da solo a chi non ha voluto regalare allo Stato il proprio corpo - qui c'è il mondo che gira al contrario.

Nella consapevolezza che il mio voto non cambierà l'esito della votazione odierna, io non voterò l'iniziativa e non sosterrò nemmeno il controprogetto. L'approvazione del controprogetto porterà verosimilmente ad un ritiro dell'iniziativa e quindi l'obbligo di donare gli organi diventerà legge senza votazione popolare. Ma io ritengo che su un tema di tale portata il popolo debba potersi esprimere.

Preferisco quindi che l'iniziativa venga sottoposta al giudizio dei cittadini e non inserita alla chetichella nella legge tramite l'escamotage del controprogetto.