Gysin Greta · Nationalrat · 2021-12-06
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2021-12-06
Wortprotokoll
Il 4 maggio con 140 voti contro 50 avete deciso di non entrare in materia riguardo all'oggetto 20.016 sul referendum obbligatorio per trattati internazionali a carattere costituzionale. Lo avete fatto su indicazione della maggioranza della vostra Commissione delle istituzioni politiche che dopo aver sentito l'opinione di più esperti ed aver discusso in maniera tanto animata quanto approfondita è giunta alla conclusione che il santo non valesse la candela.
Ricordo qui brevemente gli argomenti che ci hanno portato a quella conclusione: in primo luogo non abbiamo ravvisato una vera necessità di agire. Il nostro sistema conosce il referendum sui generis, un diritto costituzionale non scritto, che dà la possibilità all'Assemblea federale di sottoporre all'approvazione di popolo e cantoni trattati internazionali che ritiene essere di rango costituzionale. Questa possibilità è stata usata in passato, e potete stare certi che anche in futuro saremo in grado di riconoscere i trattati internazionali che meritano di passare a giudizio delle urne.
La proposta che ci è stata sottoposta e che oggi ridiscutiamo a mente della maggioranza commissionale, fatta propria dalla maggioranza di questo consiglio, non rafforza né la democrazia né la partecipazione democratica nel suo insieme.
Il collega Romano e in seguito anche il collega Gregor Rutz, hanno fatto degli interventi in cui sembrava che non vivessimo in una democrazia, e che noi, non approvando questa modifica costituzionale di fatto togliessimo ai cittadini la possibilità di esprimersi sui trattati internazionali. Non è così, perché i colleghi dimenticano il referendum facoltativo. Su ogni decisione è data la possibilità di raccogliere 50[NB]000 firme e portare i cittadini alle urne. E dimenticano il referendum sui generis, che ci dà la possibilità di sottoporre i trattati internazionali che hanno una valenza costituzionale di nostra spontanea volontà al giudizio di popolo e cantoni.
Quello che si vuole è introdurre un automatismo nella Costituzione, un automatismo che però in realtà non ci sarà, perché la decisione se un trattato adempie o meno i requisiti per essere sottoposto a referendum obbligatorio rimarrebbe comunque di competenza dell'Assemblea federale. Sarebbe in definitiva un giudizio politico alla pari di quello che già oggi abbiamo la facoltà di esprimere all'Assemblea federale.
Questi argomenti hanno convinto il Consiglio nazionale ma non il Consiglio degli Stati che ha deciso a maggioranza di sostenere il disegno di legge. Il Consiglio degli Stati è dell'opinione che il diritto di partecipazione democratica di popolo e cantoni non debba essere lasciato alla discrezione del Parlamento ma deve emergere dal testo costituzionale.
La discussione nella commissione in occasione della seduta del 4 novembre è stata nuovamente animata ed interessante ma l'opinione non è cambiata. Perciò vi invitiamo, con 13 voti contro 11, a non votare l'entrata in materia. In commissione, si è anche cercato di trovare una soluzione pragmatica e condivisa un po' da tutti, ad esempio con l'introduzione di un quorum. Le soluzioni discusse alla fine non hanno però convinto, perché rimane il problema di fondo: l'automatismo che si vorrebbe introdurre automatismo non sarebbe. I problemi rimarrebbero dunque esattamente quelli di oggi.
Gli argomenti della maggioranza commissionale sono quelli già esposti in maniera approfondita nella discussione del 4 maggio che qui riassumo:
In primo luogo, l'ho già detto, non è data né urgenza né necessità di agire.
In secondo luogo, se anche così fosse la soluzione proposta non raggiunge gli scopi perché non garantisce una maggiore chiarezza del diritto.
In terzo luogo, la decisione se sottoporre o meno un trattato internazionale a referendum rimane una discussione politica e l'automatismo tanto auspicato non è dato.
Da ultimo, la proposta in discussione non rafforza né i diritti politici né la democrazia. Rafforza invece il principio del potere dei cantoni rispetto a quello del popolo, e questo sarebbe un errore: una decisione presa a doppia maggioranza non è di per sé più democratica di una decisione presa dalla maggioranza semplice del popolo. Approvando il concetto dell'oggetto andremmo dunque ad aumentare ancora di più il potere dei cantoni, alimentando uno squilibrio che negli ultimi 170 anni non ha fatto che aumentare.
Je vous invite à bien y réfléchir. Voulons-nous vraiment renforcer le pouvoir des cantons par rapport à celui du peuple, précisément dans le cadre des traités internationaux?
Un mot pour la sagesse en italien: a buon intenditor poche parole. A nome della maggioranza commissionale vi invito a confermare la vostra chiara e saggia decisione del 4 maggio e a non entrare in materia.