Chiesa Marco · Ständerat · 2021-12-13
Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2021-12-13
Wortprotokoll
Penso che non saremo d'accordo su questo tema. L'Accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla tassazione dei lavoratori frontalieri è di straordinaria importanza strategica, non solo per il canton Ticino. Per questo motivo chiedo di sospendere la sua trattazione. È urgente agire in questo modo, perché dobbiamo attendere che altri rilevanti dossier tra Svizzera e Italia trovino delle risposte concrete prima di gettare al vento l'unica carta da negoziare, di cui il nostro paese ancora dispone.
Gli esperti fiscali ticinesi Marco Bernasconi e Samuele Vorpe, che godono di una stima trasversale, in un loro recente editoriale hanno giustamente ricordato, che la roadmap tra i due Stati prevede un chiaro impegno politico su diversi aspetti centrali delle relazioni bilaterali in ambito fiscale e finanziario. Tra questi ci sono però ancora alcuni aspetti che rimangono dei cantieri aperti. È dunque inutile chinarsi sul contenuto tecnico dell'accordo stesso, perché è stato firmato dai governi; i parlamenti non potranno modificarne il contenuto.
A questo stadio tengo tuttavia a sottolineare che l'accordo purtroppo non avrà il desiderato effetto anti-dumping sul mercato del lavoro ticinese. Gli attuali frontalieri godranno anche in futuro di un regime fiscale privilegiato, grazie ad un discutibile sistema di doppio binario.
Vado per ordine: nel suo rapporto il Consiglio federale conferma che la Svizzera continua a figurare nella blacklist italiana del 1999 che equipara ancora di fatto il nostro paese alla stregua di un paradiso fiscale, malgrado la concessione dello scambio di informazioni avvenuta nel 2015. Questa misura di diritto interno italiano non è più giustificabile, anzi, alcuni la qualificano più aspramente come indegna. Nonostante ciò l'Italia non ha fatto nulla per stralciare la Svizzera da questa lista e senza intervento diplomatico, senza pressione diplomatica, come vorrei chiamare quello che dobbiamo fare, la speranza che questa incoerenza sia sanata non aumenta di certo.
Un altro tema di particolare rilevanza per il canton Ticino e per il paese intero, eppure previsto dalla roadmap, è la regolamentazione dell'accesso al mercato finanziario italiano per gli operatori svizzeri, senza l'obbligo di aprire una[NB]succursale[NB]in[NB]Italia, com'è avvenuto d'altro canto con la Germania.
A tutt'oggi i colloqui tra i due Stati non sono mai iniziati, com'è stato confermato anche dalla segretaria di Stato per le questioni finanziarie internazionali presso il Dipartimento federale delle finanze, Daniela Stoffel, in occasione della conferenza stampa avvenuta a Bellinzona per la firma dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Al momento dunque non sembra proprio che questo obiettivo politico, stabilito anch'esso nella roadmap, possa ritenersi conseguito.
Al contrario, l'Italia in questi ultimi anni ha raggiunto i suoi obbiettivi fiscali. Ha ottenuto lo scambio automatico di informazioni e la firma dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla tassazione dei lavoratori frontalieri, e malgrado ciò ha continuato a qualificare la Svizzera come paradiso fiscale. La Svizzera per contro è ancora ben lontana dall'ottenere un'intesa con l'Italia per consentire alle banche svizzere di operare attivamente nel suo paese e dall'essere stralciata dalla lista nera. Se l'Accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla tassazione dei lavoratori frontalieri venisse dunque approvato dalle Camere federali, la Svizzera getterebbe alle ortiche ogni carta negoziale e contrattuale nei confronti dell'Italia. Dovremmo quindi affrontare a mani nude i prossimi negoziati stabiliti dalla roadmap 2015, sempre che avranno luogo!
Da un profilo politico è dunque giudizioso e opportuno differire l'approvazione dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla tassazione dei lavoratori frontalieri sino al momento in cui l'Italia consentirà l'accesso al mercato italiano ai fornitori di servizi finanziari elvetici e cancellerà il nostro paese da quell'ingiusta e inqualificabile lista nera, come convenuto a suo tempo.
Per questi motivi vi invito a sostenere la mia mozione d'ordine riguardo alla sospensione.