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Romano Marco · Nationalrat · 2022-06-16

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2022-06-16

Wortprotokoll

La Commissione delle istituzioni politiche ha esaminato questa iniziativa parlamentare lo scorso 28 gennaio.

L'iniziativa chiede di modificare la Costituzione e con essa il quadro normativo di riferimento, in modo che un determinato numero di anni di residenza legale in Svizzera dia diritto alla cittadinanza svizzera in maniera automatica. La procedura di naturalizzazione andrebbe quindi centralizzata a livello federale e diverrebbe un mero processo amministrativo gestito dalla Confederazione.

La maggioranza della commissione è contraria a questo totale cambiamento di paradigma e propone, con 15 voti contro 9 e 1 astensione, di non dare seguito all'iniziativa. La maggioranza della commissione è infatti dell'idea che in Svizzera non debba esistere per legge un diritto alla cittadinanza elvetica connesso al solo criterio di aver risieduto legalmente per un determinato numero di anni nel nostro paese. L'ottenimento della cittadinanza è legato a un processo che si fonda su un percorso di integrazione e sulla volontà manifesta, esplicita e compiuta della persona coinvolta. A nessuno è preclusa la possibilità di avviare una procedura per l'ottenimento della cittadinanza. È un diritto che comporta anche doveri, è un diritto che in qualsiasi momento è dato, chiaro, legato a una procedura, a degli elementi da presentare - stiamo parlando della cittadinanza.

Nel sistema federalista e di milizia elvetico svolgono un ruolo centrale in questo processo i comuni e i cantoni, che garantiscono il legame diretto con la popolazione residente e quindi anche il vivere pacifico tra le comunità.

La maggioranza della commissione non vede motivi sostanziali per centralizzare la procedura a livello federale e per legare questo diritto al solo fatto di risiedere un determinato numero di anni nel nostro paese o di esservi nato. Si capovolgerebbe il sistema andando in contrasto diretto con la struttura federale.

Il quadro normativo federale è chiaro e rigido. Presuppone requisiti oggettivi sia formali sia di integrazione che non pregiudicano a priori una domanda di naturalizzazione. Lo straniero domiciliato in Svizzera, anche se si muove sul territorio, familiarizza con le consuetudini locali, e una volta rispettati i criteri formali, che anche l'iniziativa riprende, ha pieno diritto di chiedere la cittadinanza e svolgere il relativo percorso. La concessione della cittadinanza è regolata per legge e non è arbitraria, come viene affermato nell'iniziativa, ma ha una valenza politica per espressa volontà del legislatore e del popolo che hanno accettato la nostra Costituzione.

Il testo dell'iniziativa fa riferimento anche alla mancanza di diritti politici delle persone non naturalizzate. Su questo tema la maggioranza ritiene che la partecipazione alla vita politica non sia solo un diritto ma un dovere legato ad una integrazione compiuta nel territorio in cui si vive e al fatto di chiedere la cittadinanza: se si vuole partecipare, si deve chiedere la cittadinanza! La possibilità di chiedere la cittadinanza non è preclusa a nessuno nel nostro paese.

Infine, nel dibattito viene spesso indicato il numero di comuni e cantoni che già concedono i diritti politici agli stranieri. La commissione prende atto con interesse di questo sviluppo. Si tratta comunque di uno sviluppo estremamente eterogeneo - rispecchia infatti il nostro sistema federalista -, contraddistinto da votazioni popolari a livello locale, talvolta con esito positivo ma anche spesso con esito negativo. Il trend è sicuramente di crescita, vi è una volontà di concessione dei diritti politici alla popolazione straniera residente in Svizzera. Ma ad oggi non vi è una sufficiente convinzione di questo principio. A livello nazionale non si vede perché occorra da subito stravolgere il sistema con una modifica costituzionale, tanto più che - questo è stato evocato più volte in commissione - la spinta verrebbe dal Parlamento, mentre si tratta di una tematica politica che andrebbe affrontata con un'iniziativa popolare per invitare popolo e cantoni ad esprimersi sulla modifica costituzionale proposta.