Chiesa Marco · Ständerat · 2022-09-20
Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2022-09-20
Wortprotokoll
L'iniziativa parlamentare che mira ad escludere le piccole e medie aziende dalla tassa sui media è legittima, sensata ed evita infatti che queste ditte siano tassate due volte.
Fino a fine 2018 sia le persone fisiche che le persone giuridiche potevano chiedere l'esenzione dall'obbligo di pagare il canone radiotelevisivo. A partire dal 1° gennaio 2019, con l'introduzione della nuova tassa radiotelevisiva, tutte le aziende con una cifra d'affari superiore ai 500[NB]000 franchi devono imperativamente pagare questa fattura in base alla loro cifra d'affari. L'importo della tassa in base al fatturato è definito nell'ordinanza sulla radiotelevisione.
Da quando è stato modificato il sistema, le aziende svizzere hanno contribuito con circa 170 milioni di franchi annui al mantenimento del sistema radiotelevisivo svizzero ossia con più del doppio di quanto versavano nel corso di un anno nell'Ancien Régime.
La richiesta del collega Regazzi è di semplice applicazione: le piccole e medie imprese devono essere sgravate dal canone radiotelevisivo mentre rimarrebbero unicamente tassabili le aziende con più di 250 dipendenti.
Qualcuno descrive questa proposta come lo stravolgimento di un sistema collaudato. Io preferisco vederla nel senso contrario e interpretarla come un atto di concreto sostegno alle aziende e ai datori di lavoro. Non dimentichiamo che queste aziende rappresentano la spina dorsale dell'economia del nostro paese e che stanno resistendo con tutte le loro forze a tutta una serie di avversità che si sono pesantemente abbattute su di loro: pandemia, aumento dei costi della corrente elettrica e dei combustibili, penuria energetica, inflazione. E ora si prospetta - speriamo non sia così - anche una dura recessione economica. Questo è il futuro che ci attende, e ci auguriamo tutti di superare i problemi con slancio in vista di una salutare ripresa.
La mozione convince. Parliamo in questo caso di aziende i cui proprietari di fatto non traggono alcun beneficio da una tassa che sono tenuti a versare e che pagano già privatemene tramite il canone radiotelevisivo.
La tassa sui media comporta difatti una doppia tassazione e questo è fondamentalmente ingiusto. La correlazione fra fatturato e importo della tassa è fuorviante e porta a distorsioni enormi. In passato, un'impresa di costruzione o una concessionaria di automobili, solo per prendere un esempio, pagava circa 218 franchi all'anno per la ricezione radiofonica in officina e per i veicoli di proprietà dell'azienda che erano dotati di un'autoradio. Con la tassa radiotelevisiva basata sul fatturato, la stessa azienda che realizza 20 milioni di franchi di fatturato all'anno - e sottolineo "di fatturato" e quindi non "di utile" - paga ora quasi 6000 franchi, circa 26 volte di più. Ciò significa un aumento del 2650 per cento. Credo che non si siano mai visti aumenti di tasse così vertiginosi nel nostro paese. Non per nulla questa equazione tra la cifra d'affari e le tasse è stata criticata anche dal Tribunale amministrativo federale.
L'approvazione dell'iniziativa parlamentare alleggerirebbe giustamente le aziende con meno di 250 dipendenti, alleggerimento per la verità controbilanciato dall'aumento degli incassi a seguito del numero crescente delle economie domestiche in Svizzera.
Per tale motivo, vi invito a dare seguito a questa ragionevole iniziativa parlamentare.