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Chiesa Marco · Ständerat · 2022-09-26

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2022-09-26

Wortprotokoll

In effetti sono ben cinque le mozioni da motivare, a testimoniare che non c'è limite alla ragionevolezza. Siamo tutti alla ricerca di ricette appropriate contro la diminuzione del potere d'acquisto causato da effetti inflazionistici. In questa sessione straordinaria è stata avanzata un'ampia varietà di proposte. Alcune proposte mirano alla redistribuzione delle risorse, altre si orientano verso politiche di alleggerimento fiscale. Le mozioni da me depositate seguono quest'ultima logica. Vanno in direzione della diminuzione della pressione fiscale e della spesa per le famiglie e per le imprese in Svizzera.

Due delle mozioni in questione chiedono la riduzione temporanea delle tasse sugli oli minerali che gravano sul prezzo del carburante. Naturalmente si può criticare tale proposta adducendo motivazioni etico-ecologiche o socio-politiche, ma molto pragmaticamente per una moltitudine di cittadini fuori da questo palazzo, la prima preoccupazione oggi è quella di arrivare a fine mese con ancora qualche franco nel portafoglio. Si tratta di cittadine e cittadini che necessitano di un veicolo privato non per un semplice vezzo o capriccio, bensì per una stretta necessità. Sono persone che abitano nelle nostre valli, nelle nostre zone rurali, sono persone che lavorano in momenti o luoghi dove il servizio di trasporto pubblico non basta.

È vero che la nostra Camera e il Consiglio federale si sono già espressi su queste proposte durante la sessione estiva, ma le buone idee non hanno scadenza e neppure le esigenze della nostra popolazione. Sappiamo che l'aumento del costo del carburante è uno dei principali vettori dell'inflazione, che a mezzo della catena di approvvigionamento divenuta più cara segna l'aumento generalizzato dei prezzi del paese, dunque del carico sulle famiglie svizzere. Con l'aumento del costo del carburante, sappiamo inoltre che lo Stato incassa un surplus fiscale. Non è corretto e nemmeno opportuno che la Confederazione realizzi maggiori profitti, lasciando per di più regioni di frontiera come il mio cantone con un pugno di mosche.

Altri paesi a noi confinanti hanno avuto il coraggio di intervenire immediatamente sul costo del carburante per aiutare i propri cittadini. Mentre i nostri consigli tergiversano, la concorrenza sta massacrando la piccola economia di confine incentivando sempre di più la nostra popolazione non solo a fare il pieno in Italia, ma anche a fare i propri acquisti oltre confine. Complice è evidentemente anche il cambio franco-euro estremamente attrattivo. Alcuni gestori hanno dichiarato pubblicamente che il loro fatturato si è contratto del 90 per cento. Innumerevoli posti di lavoro sono a rischio. Le aperture parziali sono già una realtà.

Tengo inoltre a precisare in questa sala che nel cantone che rappresento questo aumento del costo del carburante non è assolutamente sopportabile. Nella Svizzera tedesca forse lo è, ma non in Ticino, dove i salari sono almeno del 20 per cento inferiori rispetto a quelli di Zurigo.

Quando penso ai salari non posso che farvi notare come i veri vincitori dell'attuale situazione economica siano i frontalieri. Loro sì che hanno visto il loro potere d'acquisto crescere nel corso degli ultimi anni. 4000 franchi di salario equivalgono oggi a 4000 euro, grazie al cambio uno a uno. Questa situazione incentiva ancora di più il frontalierato a scapito dei lavoratori residenti messi sotto pressione da un'immigrazione che oggi è impossibile da gestire.

Le mie mozioni non riguardano solamente il costo del carburante. Penso infatti che siamo chiamati ad agire su più fronti al fine di sostenere il potere d'acquisto dei nostri concittadini. Tra questi vi sono i nostri pensionati, persone che hanno lavorato una vita intera e che hanno costruito il benessere del nostro paese. Ecco perché vi propongo di procedere con l'adeguamento delle rendite all'indice misto a partire dal 1° gennaio 2023. È una proposta che sapete essere equilibrata e che tiene conto di vari aspetti, tra i quali l'indice di aumento dei salari. Al contrario, la proposta della sinistra, che è stata presentata al Consiglio nazionale e verrà proposta in questa sala, prende in causa esclusivamente la fiammata dell'inflazione. Questa esclusività della fiammata è solamente attuale e temporanea. Come metro di misura non può funzionare per aumentare le rendite. Anche se questo sistema venisse sdoganato sarebbe addirittura controproducente in quanto in passato hanno avuto luogo degli aggiustamenti proprio sulla scorta dell'aumento dei salari e non tanto dell'inflazione. [PAGE 904]

Ma non è l'unica proposta sul tavolo oggi.

Un'altra mozione, che tocca una buona fetta dei pensionati svizzeri, riguarda l'attuale tassazione del valore locativo. Quest'imposizione svantaggia in modo specifico pensionati finanziariamente deboli che hanno voluto investire nelle proprie quattro mura estinguendo zelantemente i propri debiti ipotecari. Ce ne sono molti. Vi ricordo inoltre, che il valore locativo è un reddito fittizio che non esiste realmente. Per questo motivo è ingiusto tassarlo, è legittimo abolirlo. Quest'abolizione in futuro potrebbe essere estesa a tutti i proprietari della propria casa, qualora il Parlamento desse luce verde a un progetto specifico al momento ancora in gestazione.

L'ultima mozione che vi invito ad accogliere è concettualmente antitetica a quella del centro-sinistra, già evocata al Consiglio nazionale e qui ripresa dalle nostre colleghe, e riguarda i premi dell'assicurazione malattia. Invece di prelevare del denaro dalle tasche dei cittadini tramite le imposte per poi ridistribuirlo, vogliamo lasciarlo direttamente nel portafoglio dei cittadini. Così si rafforza il potere d'acquisto e non la redistribuzione statale. Ecco perché chiedo di prevedere la piena deducibilità dei premi dell'assicurazione malattia nella tassazione federale diretta per tutte le cittadine e tutti i cittadini che ancora fortunatamente pagano di tasca propria i premi dell'assicurazione. Chi è, al contrario, beneficiario di una[NB]riduzione[NB]del premio individuale non ha nulla da temere da un aumento dei costi e dunque dei premi della cassa malati.

I cantoni sono chiamati a provvedere all'adeguamento del contributo, mantenendo in tal modo invariato l'impatto finanziario dell'assicurazione malattia.

Ritengo utile e sensato agire ora con misure di alleggerimento in diversi ambiti socio-economici: energia, abitazione e assicurazione malattia. Non credo tuttavia che il paternalismo statale sia una buona via da percorrere. L'assistenzialismo della Confederazione deve rimanere sussidiario. I cantoni sono responsabili di queste politiche, anche perché sono più vicini alla propria popolazione e possono trovare delle soluzioni specifiche per situazioni particolari.

Vi chiedo pertanto di accogliere le mie mozioni che daranno maggior respiro economico alle famiglie e alle nostre imprese.