Farinelli Alex · Nationalrat · 2023-04-11
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2023-04-11
Wortprotokoll
Con il messaggio che trattiamo stasera, il Consiglio federale chiede al Parlamento due crediti d'impegno per complessivi 109 miliardi di franchi e un credito aggiuntivo di 5 milioni di franchi. Seppur siamo di fronte a delle garanzie, quindi non a delle spese immediate, le cifre che ci troviamo a discutere sono di proporzioni enormi. Basti pensare che equivalgono grosso modo all'85 per cento dell'attuale debito della Confederazione.
In entrata permettetemi di ringraziare innanzitutto il Consiglio federale che, con un'operazione tutt'altro che semplice, ha saputo insieme alla Banca nazionale, alla Finma e all'UBS evitare un disastro di proporzioni difficilmente stimabili. Solo dal profilo finanziario, si enuncia nel messaggio un danno per l'economia svizzera di circa 1200 miliardi di franchi su più anni.
Allo stesso modo tengo a ringraziare i colleghi della DelFin che hanno dovuto farsi carico di un notevole lavoro e di molte responsabilità, autorizzando il governo a compiere questa operazione complicata. E da ultimo, ma non per importanza, permettetemi di ringraziare l'amministrazione federale e i Servizi del Parlamento che, ancora una volta in questa legislatura, hanno dimostrato di saper svolgere un lavoro eccellente sotto ogni punto di vista.
Nonostante si parli del credito, il grande dibattito politico d'oggi riguarda soprattutto come siamo potuti arrivare a questo punto e chi se ne deve assumere la responsabilità. Per chi ha letto le 25 pagine del messaggio del Consiglio federale è chiaro che, nel corso degli anni, ci sono stati più [PAGE 677] interventi da parte delle autorità preposte, grazie ai quali non si è giunti a questo epilogo prima, ma che non sono riuscite a scongiurarlo lo scorso mese di marzo.
Qualcuno potrebbe obiettare che oggi diamo luce verde a una soluzione senza aver fatto gli approfondimenti richiesti, mettendo sul tavolo garanzie per 109 miliardi di franchi.
Questo è vero, ma solo in parte. Infatti ci troviamo in una situazione un po' differente, un po' come in un incidente stradale dove il conducente si trova moribondo. Non si comincia infatti andando a capire se l'incrocio dove è avvenuto l'incidente vada modificato o se sia necessario tagliare una siepe per migliorare la visibilità. All'inizio ci vuole un intervento d'urgenza, immediato ed efficace, che salvi le vite. Questo è quello che facciamo oggi. Stabilizziamo il paziente dandogli una medicina potentissima per i mercati in generale e per le banche in particolare: oltre al denaro la credibilità e la fiducia.
Poi, ed è per questo che è stato preparato un corposo postulato commissionale, si dovranno approfondire i vari aspetti, investigare le possibili piste e prendere delle decisioni per cambiare il quadro legale. Un po' come quando andiamo dal medico: prima si descrivono i sintomi, poi c'è la diagnosi e solo alla fine si prescrive la cura.
Tornando alla garanzia, oggetto del messaggio, va innanzitutto detto che da un profilo finanziario la stessa subentra solo in caso di dissesto della banca e, come nel caso dei mutui ELA plus, gode di uno statuto privilegiato nella massa fallimentare, il che pone la Confederazione in una posizione relativamente sicura.
Per la sola messa a disposizione dello strumento, la Confederazione incasserà 250 milioni di franchi all'anno, mentre in caso di utilizzo sarà corrisposto un tasso d'interesse del 3 per cento, adattabile alla situazione di mercato, da suddividere tra BNS e Confederazione.
La Confederazione garantisce inoltre 9 miliardi sulle perdite della parte del patrimonio acquisito da UBS che non rientra negli obbiettivi strategici della banca e sulla quale non si è potuto fare una "due diligence" approfondita, visti i tempi ristretti dell'operazione.
In ogni caso i primi 5 miliardi di franchi delle eventuali perdite verranno assunti da UBS, mentre i 9 miliardi successivi lo saranno, se del caso, dalla Confederazione.
Passo ora alle minoranze che sono indicate sul paragramma.
Per quanto riguarda gli articoli 1, 2 e 2bis del decreto federale Ia, concernente la prima aggiunta A al preventivo 2023, la Commissione delle finanze si è allineata al Consiglio degli Stati con 16 voti contro 6 e 3 astensioni.
Nel decreto federale Ib, concernente la prima aggiunta A al preventivo 2023, la minoranza Guggisberg chiede al Consiglio federale di dichiarare che sottoporrà al Parlamento una revisione delle regole del "too big to fail". La commissione ha respinto questa proposta con 10 voti contro 10 e 4 astensioni.
Una seconda minoranza Guggisberg chiede al Consiglio federale di approfondire le responsabilità degli organi interni alla banca, e di eventualmente portarli davanti alla giustizia. Questa proposta è stata respinta dalla commissione con 9 voti contro 8 e 8 astensioni.
Per entrambe queste minoranze vale che quanto descritto è già di fatto oggetto di approfondimento nell'ambito del postulato commissionale 23.3442, ossia con il postulato stesso per quanto concerne la legislazione in generale e con il punto f del postulato per quanto concerne gli aspetti particolari.
La minoranza Schwander chiede di chiarire la situazione in merito alla concorrenza sulla piazza finanziaria svizzera. In commissione, una proposta dello stesso tenore è stata respinta con 13 voti contro 10.
La minoranza Friedl Claudia chiede invece di istituire una task force per i dipendenti. La commissione è ovviamente preoccupata per le conseguenze occupazionali, in particolare per tutte quelle persone che con fedeltà e dedizione si sono impegnate nel loro lavoro, magari per decenni e senza ricevere bonus milionari, e che ora si trovano in una situazione di incertezza. È una situazione che non meritano, e a chi la subisce va comunque posto il massimo rispetto.
Tuttavia, il compito di discutere questi aspetti spetta alle parti sociali, che hanno già cominciato il loro lavoro. Non è invece un compito del Consiglio federale o della Confederazione.
La commissione ha quindi respinto la rispettiva proposta con 15 voti contro 5 e 4 astensioni.
La minoranza Wyss chiede di rendere pubblici i contratti di acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. Questo non è possibile in quanto non ci sono contratti con la Confederazione poiché le condizioni sono di fatto al momento a livello di legge. Rendere pubbliche le condizioni stilate dalla BNS per ELA e ELA plus non sarebbe di nessuna utilità e potrebbe solo creare instabilità in momento delicato. E come ben sappiamo, l'instabilità è stata uno dei problemi che ha portato Credit Suisse quasi sull'orlo della bancarotta. La commissione ha respinto una proposta di questo tenore con 14 voti contro 4 e 6 astensioni.
La minoranza Gmür Alois propone che il Consiglio federale rinunci alla presentazione di un messaggio per le modifiche legislative, partendo dal presupposto che il governo, quando sarà nella condizione di farlo, sottoporrà al Parlamento le necessarie modifiche di legge. Il governo ha già informato il Parlamento che entro l'anno farà delle proposte in tal senso. Tuttavia, è ben chiaro a tutti che qualora vi fossero degli interventi immediati da fare, lo stesso Consiglio federale si premurerà di sottoporli con la necessaria solerzia al Parlamento, per fare in modo di poter adottare le modifiche legislative ritenute opportune.
La commissione ha approvato la richiesta vincolante per il Consiglio federale di presentare un messaggio con 15 voti contro 10.
La minoranza Gysin Greta chiede che gli obbiettivi climatici vengano introdotti come condizioni costrittive quando lo Stato interviene con aiuti straordinari.
La commissione ha deciso di respingere questa condizione con 16 voti contro 8 e 1 astensione, tenuto conto che la stessa richiesta è stata inclusa nel postulato commissionale.
Da ultimo, riguardo al messaggio nel complesso che la Commissione delle finanze ha esaminato nella seduta del 30 marzo scorso e in quella svoltasi oggi dopo la riunione del Consiglio degli Stati è giunta alla conclusione di approvare il decreto federale Ia con 15 voti contro 9 e 1 astensione, e il decreto federale Ib con 13 voti contro 9 e 3 astensioni.