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Gysin Greta · Nationalrat · 2023-06-07

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2023-06-07

Wortprotokoll

Discutiamo spesso di singoli termini, di sfumature di significato. Quindi confido che anche in questo caso vorrete capire come sia essenziale la giusta attenzione alla scelta delle parole per redigere e tradurre leggi e interventi parlamentari.

Ed è intorno a due di questi termini, ad una di queste traduzioni che ruota il postulato di cui ci occupiamo. In tedesco, con "Geschlecht" usiamo coerentemente e correttamente un solo termine per esprimere due concetti. In italiano, francese e inglese, per i due concetti esistono invece due termini ben distinti: in italiano parliamo di sesso e genere, in francese di "sexe" e "gendre" e in inglese di "sex" e "gender".

Nelle traduzioni in italiano e francese di testi e interventi parlamentari, vi è spesso confusione e incoerenza nell'uso di questi due termini. Siamo in un periodo sociale e culturale in cui vi è sempre maggior consapevolezza sull'importanza di distinguere il concetto di genere, che fa riferimento a norme sociali e culturali, dal concetto di sesso, che fa riferimento alla dimensione strettamente biologica. È quindi contraddittorio e confusionario alternare, a volte in modo chiaramente casuale, l'uso dei due termini da parte delle autorità federali.

Si è ritenuto necessario precisare, nella Convenzione di Istanbul, in modo formale e giuridico, indipendentemente dalla lingua, la definizione di genere, e richiedere agli Stati di usare in modo conseguente questo concetto. Visto che la Convenzione di Istanbul l'abbiamo ratificata, sarebbe buona cosa poi anche attuarla.

Che sia però ben chiaro: non è una questione stilistica, una rivendicazione di poche persone particolarmente sensibili a questi temi. Anche alcune recenti analisi della giurisprudenza federale attestano interpretazioni diverse e non sempre coerenti dei concetti di discriminazione fondata sul sesso e di discriminazione fondata sul genere. Analizzando le sentenze del Tribunale federale, la giurista Karine Lempen, esperta dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, ha infatti fatto emergere differenze e contraddizioni significative.

In base agli sviluppi della politica federale e alla luce della Convenzione di Istanbul si ritiene necessario ridefinire il concetto di sesso e di genere e di applicarli in maniera coerente nelle normative e nelle sentenze. Con questo postulato chiedo al Consiglio federale di elaborare un rapporto sull'uso, le implicazioni, e l'evoluzione dei concetti di genere e di sesso nelle traduzioni della Confederazione.

Nel suo parere, il Consiglio federale sposta il focus su altri ambiti e altri aspetti, attribuendo al mio postulato una valenza diversa da come inteso da me. Ciò dimostra, una volta di più, quanto sia importante e necessario fare chiarezza. Vi porto un esempio concreto e recente: a fine 2021, sono state presentate e depositate sei iniziative parlamentari con la stessa medesima richiesta. Le sei iniziative, scritte originariamente in tedesco, sono corredate con i nomi di decine di co-firmatarie e co-firmatari, tra cui anche io. In tedesco si chiede:

"Aufrufe zu Hass und Gewalt aufgrund des Geschlechts müssen strafbar werden."

Nella traduzione francese e italiana è però stato usato il termine di "sesso". Ma quell'iniziativa fa riferimento all'articolo 261bis del Codice penale. Tradurre il titolo usando il termine "sesso" anziché "genere" ne cambia radicalmente il senso, non solo dal punto di vista culturale ma anche proprio per la cerchia di persone e di situazioni, alla quale quell'iniziativa si applicherebbe.

Avremo modo di discutere di quell'iniziativa e della scelta dei termini in un altro momento. Ma questo esempio ci mostra la necessità di approfondire la questione. Ne va della coerenza linguistica, ne va della comprensione sociale e culturale e della comprensibilità delle leggi anche nei confronti della popolazione.

Vi ringrazio per l'attenzione e il sostegno al postulato.