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Chiesa Marco · Ständerat · 2023-09-20

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-09-20

Wortprotokoll

Nel 2013, il Consiglio federale aveva inserito nella consultazione sul risanamento del traforo del San Gottardo anche un'ipotesi che prevedeva l'introduzione di un pedaggio per le gallerie in Svizzera. A suo tempo, non si è avuto il coraggio di approfondire la questione. Oggi, a dieci anni di distanza da quel 2013, ci ritroviamo nuovamente a discutere di questa opzione in un momento in cui il passaggio a sud delle Alpi è a dir poco disastrato. La galleria autostradale ha dovuto essere chiusa a seguito di una grossa crepa e il tunnel ferroviario, a causa di un incidente all'interno della galleria, sarà inutilizzabile per mesi.

Per chi dipende dall'affidabilità di questi collegamenti - è il mio caso come anche quello di molti ticinesi e confederati - oggettivamente sono tempi difficili. Tuttavia non solo l'affidabilità ci deve preoccupare. Nel Consiglio nazionale sono state inoltrate tre mozioni, sottoscritte da una quarantina di deputati del Centro, del PLR e dei Verdi liberali, per introdurre un pedaggio con un sistema a tariffa variabile, da applicare a tutti gli utenti. E quando dico "tutti gli utenti", intendo "svizzeri compresi". Per me, queste richieste sono a dir poco discriminatorie e vessatorie. Noi ticinesi, come tutti gli utenti dei cantoni limitrofi, saremmo particolarmente colpiti da un tale pedaggio.

Dunque, oltre alle tasse sulla benzina, alle tasse di circolazione e alle imposte generali per finanziare la costruzione di queste infrastrutture e la loro manutenzione, mi stupisco che qualcuno pensi che gli svizzeri debbano aprire nuovamente il portafoglio per garantirsi la mobilità sul proprio territorio. E pensare che in Svizzera si discute molto di potere d'acquisto, - poi si inventano nuove tasse e imposte a carico della nostra popolazione.

Due punti tuttavia mi stanno a cuore e meritano di essere citati. Il Gottardo è divenuto impraticabile, e anche quando le infrastrutture sono percorribili, in totale centinaia di chilometri di code di automobilisti si formano ai portali nord e sud del traforo.

Questo malgrado la tratta ferroviaria sia stata potenziata e migliorata e sia oggi all'avanguardia. Evidentemente queste persone, questi turisti che si incolonnano lungo la tratta del San Gottardo non si fermano nel canton Ticino e non utilizzano la tratta ferroviaria. Infatti, non credo di sorprendervi, se vi dico che continuano il loro viaggio verso l'Italia e non lasciano nemmeno un centesimo in casa nostra - forse, qualcosina lasciano alla "Raststätte" di Schattdorf.

Per percorrere con la propria vettura i 600 chilometri della tratta Basilea-Chiasso, andata e ritorno, un automobilista [PAGE 841] straniero paga il misero prezzo di un contrassegno autostradale, la cosiddetta vignetta, di 40 franchi all'anno. Ma paga molto di più per raggiungere Rimini o la Liguria, solo andata.

Convengo sul fatto - ho già avuto la possibilità di discuterne personalmente con alcuni di voi - che un pedaggio ai trafori autostradali alpini non avrebbe un potere taumaturgico sul traffico. Ma le alternative ferroviarie, costate miliardi di franchi ai contribuenti svizzeri, sono date. Non credo dunque dover aggiungere che essi, oltre a dover pagare l'utilizzo delle autostrade svizzere, sono soggetti ad un carico enorme in termini infrastrutturali e non dimentico il carico ambientale sulle spalle della popolazione. Chi paga questi costi? Ebbene, gli svizzeri! Quali soldi sono utilizzati per la manutenzione e il finanziamento di queste opere? Sono quelli degli svizzeri!

Sono dell'opinione che non tutto debba sempre e comunque ricadere sulle spalle dei ticinesi e degli urani e dei grigionesi, come pure su quelle di tutta la nostra economia. L'introduzione di un pedaggio generalizzato ma senza conseguenze finanziarie per gli automobilisti del nostro paese, grazie ad una chiara compensazione dei costi, mi convince e torno a sostenere questa proposta. Vogliamo fare qualcosa per il potere d'acquisto, per indirizzare la mobilità, per orientare i costi e attribuirli a chi li genera, sgravando chi li subisce? No? - Allora chiamiamola "Cassa chi beneficia di tutto senza lasciare niente".