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Cassis Ignazio · Bundesrat · 2023-09-28

Cassis Ignazio · Bundesrat · Tessin · 2023-09-28

Wortprotokoll

Ho seguito con grande interesse questo dibattito, che mostra certamente quanto l'agenda 2030, quale esercizio di riferimento per una sostenibilità economica, sociale e del mercato del lavoro, sia importante per il futuro e quanto purtroppo siamo in ritardo nell'esecuzione di quest'agenda, come è stato costatato la scorsa settimana a New York in modo molto chiaro. Di tutto questo il Consiglio federale è consapevole, di tutto questo il Consiglio federale tiene conto.

La questione che la mozione pone è di sapere se un'accelerazione di questo viaggio possa essere fatta, sì o no, e quali siano gli strumenti. La mozione suggerisce che mettere più risorse organizzative all'interno dell'amministrazione federale possa portare automaticamente a un miglior risultato. Ciò non è il caso secondo il Consiglio federale. Il Consiglio federale ritiene che la coordinazione nella forma attuale funzioni bene. Può essere migliorata, come anche la sostenibilità finanziaria - l'abbiamo sentito in un intervento -, ma è illusorio pensare che con una concentrazione del potere nell'amministrazione federale si possa ottenere un miglior risultato. Perché le politiche settoriali appartengono ai vari dipartimenti, al Consiglio federale, ai cantoni, ai comuni e a tutto il territorio. In Svizzera non c'è una struttura centralizzata di gestione del potere, bensì una struttura decentralizzata. Chi lavora all'interno di questa struttura decentralizzata deve essere convinto dell'importanza della sostenibilità.

Se prendiamo la bella metafora della bicicletta, direi che la Svizzera dispone di una delle più belle biciclette al mondo. Abbiamo presentato l'anno scorso a New York la nostra bicicletta - lo strumento che ci permette di correre lungo l'Agenda 2030.

La nostra bicicletta è nettamente più moderna di quelle di tutti gli altri Stati del mondo: è digitale, non inquina, raccoglie in [PAGE 980] modo decentralizzato le informazioni, insomma, è così moderna che diversi paesi al mondo ce l'hanno già chiesta. La mettiamo a disposizione degli altri paesi a gratis. Siamo uno dei pochi paesi che fa molto regolarmente i suoi compiti, per esempio la stesura dei rapporti. Con grande onestà e trasparenza pubblichiamo questo rapporto e facciamo vedere dove non andiamo bene e dove andiamo meglio. Un rapporto del genere, presentato da un altro Stato al mondo, non l'ho ancora visto.

Noi possiamo impegnarci tantissimo, ma da soli non potremmo centrare gli obiettivi; da soli non possiamo impedire lo scioglimento dei ghiacciai - è un compito internazionale. Noi ci impegniamo nelle Conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ci impegniamo nell'attuazione dell'Agenda 2030, ci impegniamo ovunque nella misura della nostra potenza e dimensione.

Relativamente alla nostra forza contrattuale facciamo un'attività a livello internazionale che si può definire nettamente superiore a quanto fanno paesi simili in termini di potenza finanziaria.

Capisco la vostra frustrazione. La capisco, è una frustrazione condivisa dal Consiglio federale. Non è bello avere un'Agenda 2030 e trovarsi nel 2023 a dire che non stiamo andando avanti, che siamo fermi al palo. Questo pianeta - ne abbiamo parlato nel primo rapporto di oggi sull'Europa, ma ne abbiamo parlato anche negli altri interventi precedenti - sta soffrendo di conflitti, di insicurezza, di non-avanzamento. Risolvere tutte queste cose è anche nel senso dell'Agenda 2030. Ma non possiamo immaginarci che un approccio tecnocratico-amministrativo possa da solo risolvere queste cose. È importante coordinare; è importante far sì che nella testa delle persone entri questa filosofia e che poi essa venga messa in atto nelle politiche decentralizzate, e soprattutto che se ne faccia costantemente un monitoraggio o un reporting, di modo che si possa vedere dove si sta andando e con quale velocità si avanza.

Per questa ragione il Consiglio federale, capendo perfettamente le argomentazioni e condividendole, non ritiene che la proposta formulata nella mozione sia uno strumento adeguato per andare avanti più velocemente. Ritiene che la bicicletta a disposizione sia buona e che il problema siano piuttosto le strade che percorre - non la bicicletta.

In questo senso, vi invito a non accogliere la mozione.