Farinelli Alex · Nationalrat · 2023-12-07
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2023-12-07
Wortprotokoll
Progressivamente, dopo anni segnati dall'utilizzo di enormi spese straordinarie nell'ordine di decine di miliardi di franchi, che hanno fatto dimenticare quali siano i limiti costituzionali a cui si deve attenere il Parlamento, la politica finanziaria del nostro paese sta ritrovando una certa normalità. Dico una "certa normalità", perché in realtà, purtroppo, il preventivo 2024 è passato progressivamente da un esercizio politico - dove è necessario fare delle scelte e porre delle priorità - ad un esercizio contabile dove si cercano soluzioni per rispettare le regole sancite dalla nostra Costituzione e che rappresentano una necessaria base di stabilità per il nostro Stato.
Per il gruppo liberale-radicale è chiaro che non è possibile proseguire in questo modo. Infatti, è evidente a tutti, in particolare guardando i dati del piano finanziario, che anche senza considerare i possibili aumenti di spese o le minori entrate che potrebbero essere decise in futuro da questo Parlamento, è necessario un requilibrio, nei prossimi anni, di 2 a 3 miliardi di franchi all'anno. Si tratta di una cifra importante, considerato il fatto che può essere effettuata quasi solo sulle spalle delle spese debolmente legate - un esercizio di risparmio sei volte superiore a quello fatto quest'anno, con un taglio lineare del 2 per cento, pari a circa 460 milioni di franchi e che già sta mostrando i suoi limiti, in quanto il taglio lineare non è di principio la miglior decisione, essendo per definizione proprio una non scelta.
Per il gruppo liberale-radicale alcuni punti devono essere chiari: il primo punto è che il freno all'indebitamento non e negoziabile. Questo, perché senza uno strumento di disciplina finanziaria, inesorabilmente si andrebbe a compromettere la salute e la solidità del nostro Stato. Il passato ci ha mostrato quali sono le dinamiche che si possono avviare senza strumenti di questo tipo, andando poi a porre sulle generazioni future le non scelte, leggasi la mancata volontà della generazione attuale di fare scelte difficili.
Passiamo al secondo punto: fintanto che non si ritroverà un equilibrio finanziario, il principio da applicare dovrebbe essere quello di compensare o controfinanziare ogni nuova spesa. Bisogna inoltre rompere la dinamica per cui in ogni ambito si chiede l'intervento della Confederazione, in particolare quello finanziario. In uno Stato federale ogni livello istituzionale deve fare la sua parte, e quindi anche i cantoni sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità.
A medio termine, questo è il terzo punto, deve essere ridotta, o quantomeno non più aumentata, la proporzione delle spese fortemente vincolate, oggi pari a circa il 65 per cento o due terzi del totale, in quanto è necessario preservare un certo margine di manovra politica a livello di decisioni parlamentari.
La legislatura che ci aspetta sarà sicuramente complicata dal profilo finanziario. Le decisioni importanti in questo ambito andranno prese in tempi brevi. Un compito che solo il Parlamento può e deve assumersi, perché la Costituzione e la legge federale sulle finanze lo prevedono.