Gysin Greta · Nationalrat · 2024-03-14
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2024-03-14
Wortprotokoll
In Svizzera abbiamo un problema di parità salariale. Lo hanno confermato, ancora una volta, le analisi dell'Ufficio federale di statistica sull'indice dei salari. Nel 2022 i salari nominali degli uomini sono aumentati in media dell'1,1 per cento, quelli delle donne solo dell'0,8 per cento. In media, sempre secondo l'Ufficio federale di statistica, le donne guadagnano ancora il 19 per cento in meno degli uomini, ovvero 1512 franchi, beninteso ogni mese. Di questa somma, di questa differenza quasi la metà, il 45,5 per cento, non può essere spiegata con dei fattori oggettivi. Si tratta quindi di una pura discriminazione salariale basata sul genere.
Questo non ha conseguenze solo nell'immediato ma anche sul lungo termine. Con un salario più basso sono meno i contributi che si pagano per l'AVS e per il secondo pilastro. Quindi, non solo il salario durante la vita lavorativa è più basso ma anche la rendita di vecchiaia. Non è un caso che siano soprattutto le donne ad essere colpite da povertà nell'età del pensionamento. Occorrono correzioni della legge federale sulla parità dei sessi per rafforzarne l'efficacia. L'attuale legge lascia troppi margini e non è abbastanza vincolante.
Con le mie due mozioni vi propongo due modifiche in questo senso; nella prima si tratta di un adeguamento della soglia di tolleranza degli standard di analisi dei salari. Attualmente questa soglia di tolleranza è del 5 per cento, ma con una discriminazione strutturale del 5 per cento si deve presumere che le discriminazioni individuali siano anche di molto superiori. Per la soglia di tolleranza del 5 per cento non esiste nessuna giustificazione metodologica ed non esiste nemmeno una giustificazione giuridica, dal momento che questa soglia non è ancorata nella legge. A questo si aggiunge che si lancia un segnale sbagliato ad aziende e dipendenti.
Se si vuole prendere sul serio la disparità salariale, la tolleranza a riguardo dovrebbe essere pari a zero.
Oltre ad una revisione della soglia bisognerebbe però ripetere regolarmente l'analisi salariale. Oggi solo le aziende con una comprovata discriminazione salariale devono ripetere l'analisi. Non è però del tutto chiaro nel testo di legge, se [PAGE 556] questa ripetizione dell'analisi - proprio perché la soglia del 5 per cento non è ancorata nella legge - si applica a tutte le aziende che mostrano una differenza salariale non giustificabile da criteri oggettivi o solo a quelle che si trovano al di sopra di questa soglia di tolleranza del 5 per cento.
Se le aziende hanno una discriminazione salariale significativa, dovrebbero a mio modo di vedere - ed è quello che propongo con la mia mozione - ripetere in ogni caso l'analisi salariale. Quindi la legge federale sulla parità dei sessi dovrebbe essere modificata di conseguenza, perché tutte le aziende con una comprovata discriminazione salariale basata sul genere debbano ripetere quest'analisi.
Infine servono ulteriori meccanismi di controllo. I datori di lavoro devono informare le persone alle proprie dipendenze, e le aziende devono informare per iscritto i loro azionisti sui risultati dell'analisi della parità salariale entro un anno dal completamento della revisione. Con la mozione chiedo di prevedere per i datori di lavoro anche l'obbligo di informare i rappresentanti delle e dei dipendenti. Questo migliorerà la comunicazione e l'impatto degli analisi, e la legge federale sulla parità dei sessi non rimarrà inefficace, come lo è purtroppo ancora oggi. Con la prima mozione si andrebbe quindi a migliorare il monitoraggio.
La seconda mozione riguarda invece le sanzioni, ad oggi totalmente inesistenti, in caso di chiara discriminazione salariale legata al genere.
Chiedo che le aziende in caso di differenze salariali non giustificabili debbano prendere delle misure per combattere la discriminazione salariale. Se ciò non avviene, se entro quattro anni - viene quindi dato tempo sufficiente alle aziende per adeguarsi e rispettare la legge - non riescono a comprovare che la discriminazione salariale non è più presente nelle loro aziende, queste aziende dovrebbero poter essere sanzionate. Oggi la legge non dà questa possibilità. Se vogliamo prendere sul serio la discriminazione salariale, che è ancora un grande problema in Svizzera, servono delle misure più efficaci. Nel 2024 è veramente ora di fare questo passo.