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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2024-04-15

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-04-15

Wortprotokoll

Insieme a circa 140 altri Stati, la Svizzera ha aderito al progetto di riforma che prevede l'imposizione dell'utile dei grandi gruppi di imprese attivi a livello internazionale, che realizzano una cifra d'affari annua superiore a 750 milioni di euro, con un'aliquota minima del 15 per cento.

Il progetto sull'imposizione minima è stato lanciato, su iniziativa degli Stati Uniti, dall'OCSE e dal G20. Esso comporta una lesione della sovranità fiscale dei singoli Stati che è parte integrante della sovranità tout court. Il popolo ha approvato a larga maggioranza la proposta nel giugno 2023. L'argomento principale addotto a sostegno della tassazione minima, argomento che ha portato all'accettazione popolare, era che essa sarebbe arrivata comunque; di conseguenza se la Svizzera non si fosse adeguata, la differenza tra l'aliquota elvetica inferiore e quella minima sarebbe stata riscossa da altri Stati, con conseguenti perdite per il nostro erario. Tuttavia, la situazione sul fronte della tassazione minima OCSE appare ora alquanto incerta. Risulta infatti che un numero considerevole dei 140 Stati firmatari, a partire proprio dagli Stati Uniti quali primi promotori, non sono pronti o disposti ad[NB]applicare[NB]la[NB]tassazione[NB]minima nel 2024 e magari nemmeno nel 2025.

Da qui parte la richiesta contenuta in questa mozione di attendere con la messa in vigore della tassazione minima, onde evitare di fare, come si suol dire, i primi della classe a nostro danno. Anche dalla piazza economica svizzera sono sorte perplessità sull'applicazione delle nuove disposizioni a partire dal 1° gennaio, proprio in considerazione della situazione internazionale. Perché un conto è se tutti applicano queste disposizioni, altra cosa è se lo fanno in pochi, aprendo così lo spazio a delle delocalizzazioni.

È il caso, tra l'altro, di ricordare che gli Stati Uniti ci hanno imposto la famosa FATCA, che però loro stessi non applicano. Adesso con la tassazione minima si ripete la stessa situazione. Del resto a Washington ad ogni elezione presidenziale la nuova maggioranza tendenzialmente cancella le misure prese da quella precedente - vedremo cosa succederà in novembre.

Oggi sappiamo che l'invito contenuto in questa mozione non ha avuto seguito dal momento che il Consiglio federale ha messo in vigore la tassazione minima OCSE col 1° gennaio di quest'anno. Nella sua presa di posizione il Consiglio federale evidenzia tuttavia che l'introduzione dell'imposta integrativa internazionale secondo l'Income Inclusion Rule (IIR) non è al momento effettuata per impedire un deflusso della base imponibile verso l'estero. Infatti, fino a quando altri Stati non applicheranno l'imposta integrativa successiva all'IIR, ovvero la cosiddetta UTPR, l'imposta integrativa internazionale secondo l'IIR comporterà di norma un aumento dell'onere fiscale senza che il rischio di un tale aumento si delinei all'estero. L'obiettivo del legislatore non era il prelievo di imposte da parte dell'estero.

Il Consiglio federale conclude indicando che deciderà nel corso del 2024 come procedere in merito all'imposta integrativa internazionale. A tale scopo l'esecutivo seguirà gli ulteriori sviluppi internazionali. Questa prudenza è senz'altro benvenuta.

Invito quindi a sostenere la presente mozione per dare un messaggio al Consiglio federale, cioè quello di evitare ogni sorta di pernicioso Swiss finish e di aspettare il più possibile con l'introduzione di misure che svantaggiano la nostra piazza economica. Queste misure, come ho detto, ci vengono imposte dall'estero in violazione della nostra sovranità fiscale.