Marchesi Piero · Nationalrat · 2024-06-10
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-06-10
Wortprotokoll
Con questa mozione la nostra ex collega Petra Gössi, ora al Consiglio degli Stati, chiede al Consiglio federale di concludere un accordo di transito che consenta di rinviare in un paese terzo i richiedenti l'asilo respinti che fanno parte della comunità eritrea. A tal fine deve adottare le seguenti misure: identificare rapidamente un paese terzo disposto a concludere un accordo di transito, applicare tale accordo di transito in un primo tempo soltanto ai cittadini eritrei la cui domanda di asilo è stata respinta e ispirarsi a tal fine all'accordo di transito che l'ex consigliera federale Ruth Metzler-Arnold aveva firmato l'8 gennaio del 2003 a Dakar.
L'accordo menzionato prevedeva un transito massimo di 72 ore per i richiedenti l'asilo. Durante questo periodo dovevano essere identificati e ottenere un documento di viaggio presso la rappresentanza consolare del loro paese d'origine in Senegal. Secondo l'articolo 3 dell'accordo, la parte richiedente era obbligata a riammettere il richiedente in transito se il proseguimento del viaggio verso il paese di destinazione non poteva essere organizzato entro il termine previsto.
Il Consiglio federale sottolinea che la cooperazione del paese d'origine è sempre la condizione più importante per il rimpatrio dei richiedenti l'asilo. Poiché l'Eritrea rifiuta categoricamente il rimpatrio coatto dei suoi cittadini, il transito attraverso uno Stato terzo non faciliterebbe la loro ammissione. È probabile che la rappresentanza eritrea nello Stato terzo respingerebbe la richiesta di documento di viaggio. Di conseguenza i richiedenti l'asilo eritrei trasferiti dovrebbero essere riammessi in Svizzera dopo la scadenza delle 72 ore.
Il Consiglio federale ritiene una tale procedura dunque infruttuosa che non produrrebbe particolari benefici. Nei dibattiti commissionali il tema è stato ampiamente discusso. Il confronto con il consigliere federale e i rappresentanti della SEM ha permesso di approfondire la proposta.
La commissione ritiene che per molti anni il Consiglio federale abbia avuto la possibilità di agire per trovare una soluzione a questa annosa situazione. Il fatto che le autorità eritree rifiutino il rimpatrio non è motivo per non agire e per lasciare sul tavolo la questione. L'elevato numero di eritrei che dipendono dagli aiuti di emergenza e beneficiano del nostro Stato sociale confermano la necessità di agire con convinzione. Si ritiene infatti inaccettabile che l'inattività delle autorità svizzere ci mettano oggi, dopo anni di discussioni, nella critica situazione di non avere una strategia per attuare quanto da tutti o almeno da molti è ritenuto necessario.
La maggioranza della commissione ritiene infatti che le persone che hanno una decisione negativa devono lasciare la Svizzera. Questo è l'obiettivo se non si vuole minare la credibilità e l'affidabilità del sistema d'asilo. Sostenere, come fatto sinora dal Consiglio federale e dalla SEM, che è complicato, che è difficile o addirittura impossibile, è la migliore strategia per non cambiare nulla e dunque per non raggiungere l'obiettivo. L'approvazione di questa mozione equivale a un chiaro mandato all'indirizzo del Consiglio federale di voler procedere con tutti i mezzi all'implementazione del rimpatrio degli eritrei, la cui domanda di asilo è stata respinta.
Una minoranza invece sostiene che questa mozione sia del tutto simbolica e inefficace.
Con 14 voti contro 11 la Commissione delle istituzioni politiche vi invita a sostenere la mozione.