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Gianini Simone · Nationalrat · 2024-09-18

Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2024-09-18

Wortprotokoll

Sulla scia della rapida digitalizzazione della società, la possibilità di effettuare interrogatori e audizioni mediante mezzi di comunicazione elettronici si sta, viepiù, diffondendo nei procedimenti civili. Anche a seguito della pandemia da Covid-19, la richiesta di videoconferenze è nettamente aumentata. Malgrado ciò, oggi, nel quadro di un procedimento civile estero, l'interrogatorio o l'audizione mediante audio- o videoconferenza di una persona in Svizzera deve ancora essere preventivamente autorizzati ad uno ad uno dall'Ufficio federale di giustizia, rendendo così più difficile e macchinoso il ricorso a quei moderni mezzi di comunicazione elettronici che in parte allevierebbero le complicazioni procedurali per persone, siano esse parti o testimoni, a titolo personale o in rappresentanza di imprese elvetiche, residenti in Svizzera.

È in questo contesto che, tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021, le Camere federali hanno accolto all'unanimità la mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati 20.4266, "Procedure civili più moderne in ambito internazionale". Tale mozione era riconducibile alla revisione del codice di procedura civile, nell'ambito della quale il Parlamento ha regolato, permettendole, la tenuta di udienze e la raccolta di prove testimoniali in video- e teleconferenza dei procedimenti civili, riconoscendo anche la necessità di adeguare le disposizioni per i casi transfrontalieri. Le nuove norme interne del codice di procedura civile entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio 2025.

Su quella base, il Consiglio federale ha quindi presentato un progetto di modifica della dichiarazione rilasciata dalla Svizzera, con oggetto gli articoli da 15 a 17 della Convenzione dell'Aja sull'assunzione all'estero delle prove in materia civile o commerciale, di cui il nostro paese è firmatario. Per quanto riguarda i paesi non firmatari della Convenzione, verso i quali pure è previsto che valga la semplificazione proposta, è importante l'aggiornamento dell'articolo 11 della legge federale sul diritto internazionale privato. Questa modifica permetterà, senza più la necessità di un'autorizzazione preliminare, un interrogatorio o un'audizione di una persona soggiornante in Svizzera, mediante audioconferenza o videoconferenza, da parte di un'autorità giudiziaria estera, se sono soddisfatte determinate condizioni volte a preservare la sovranità svizzera e a tutelare la persona interessata. Tali condizioni dovranno figurare nella dichiarazione.

Dopo aver sostenuto quella relativa alle procedure civili interne di prossima entrata in vigore, il gruppo liberale-radicale sostiene questa modernizzazione anche delle procedure civili transfrontaliere. Ciò nel segno di una concezione liberale, non burocratica, più economica ed efficiente della giustizia, a tutto beneficio dei cittadini residenti in Svizzera e delle imprese con sede in Svizzera, sempre più oggetto di procedure civili e commerciali internazionali e quindi con il buon diritto di far valere le proprie ragioni, rispettivamente di deporre senza eccessive complicazioni e segnatamente senza doversi per forza recare all'estero se lo Stato interessato a sua volta lo prevede.

Va ovviamente da sé che tale possibilità dovrà, come lo sarà, essere condizionata a precise condizioni che garantiscano i principi del nostro Stato di diritto e la nostra sovranità, in questo caso non messa in discussione ma giustamente adattata alle legittime esigenze dei nostri concittadini e delle nostre aziende con sede in Svizzera. Dico ciò anche in risposta alla minoranza formata dai deputati del gruppo dell'Unione democratica di centro, unico partita pronunciatosi contro la semplificazione qui proposta, malgrado abbia sostenuto anch'esso la mozione citata in entrata, che già conteneva tutti gli elementi di internazionalità, così come la recente modifica del Codice di procedura civile. [PAGE 1648]

A nome del gruppo Liberale-radicale vi invito pertanto ad approvare il progetto, sostenendo la proposta della maggioranza della Commissione degli affari giuridici.