Marchesi Piero · Nationalrat · 2024-12-10
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-12-10
Wortprotokoll
La crescente presenza di lupi sul territorio svizzero crea enormi difficoltà per il settore agricolo, specialmente per i contadini di montagna. La pastorizia e l'allevamento, che sono attività tradizionali e vitali per queste aree, sono seriamente a rischio dalle numerose predazioni dei lupi. Gli attacchi ai capi di bestiame come pecore, capre e vitelli provocano danni economici immediati e compromettono la sostenibilità delle aziende agricole stesse. I costi necessari per proteggere gli animali, come l'istallazione di recinzioni o l'impiego di cani da guardia, sono spesso insostenibili per gli agricoltori che già lavorano con margini di profitto piuttosto limitati. Questo porta molti di loro a considerare l'abbandono dell'attività, con il conseguente rischio di vedere scomparire la tradizione agricola nelle[NB]nostre[NB]zone[NB]di[NB]montagna.[NB]È[NB]una[NB]situazione inaccettabile che minaccia il tessuto rurale e la presenza dell'uomo in queste aree.
La mozione avanzata richiede la disdetta della Convenzione di Berna e la regolamentazione interna della protezione del lupo, e intende instaurare un maggiore equilibrio tra, da una parte, la necessaria tutela della biodiversità e, dall'altra parte, la salvaguardia del settore agricolo. L'attuale quadro normativo limita eccessivamente le azioni contro il lupo, lasciando i contadini in una situazione di impotenza e insicurezza. Adottare una regolamentazione nazionale più flessibile e reattiva consentirebbe di gestire in maniera più efficace la popolazione dei lupi, proteggendo il bestiame e garantendo la sopravvivenza dei contadini di montagna. Non si tratta pertanto di rinunciare alla protezione del lupo, ma di trovare un approccio equilibrato e pragmatico che tuteli sia la biodiversità che le attività rurali tradizionali. Solo così potremo assicurare un futuro sostenibile ai nostri agricoltori e preservare le comunità rurali, che sono il cuore della nostra tradizione e identità svizzera, oltre che una parte importante della produzione di alimenti del Paese.
Le modifiche apportate al quadro giuridico, come la recente revisione dell'ordinanza sulla caccia, hanno certamente fornito delle soluzioni migliori per mitigare il problema dell'eccessiva presenza del lupo, ma non sufficientemente adeguate a garantire che il settore dell'allevamento, in particolare quello di montagna, venga salvaguardato.
La situazione attuale è diventata insostenibile. In Ticino, per esempio, ma immagino valga lo stesso anche negli altri Cantoni, ogni settimana si leggono notizie di allevatori e aziende agricole di montagna che gettano la spugna a seguito delle numerose predazioni. Secondo uno studio effettuato nel mio Cantone, circa il 70 per cento degli alpeggi non può essere protetto con i mezzi indicati dalla Confederazione, vale a dire recinzioni e cani da guardia in particolare. Significa dunque che la stragrande maggioranza dei contadini e allevatori deve rassegnarsi ad assistere impotente alle predazioni del lupo. Pensate che alcuni di loro hanno persino passato molte notti [PAGE 2294] nei recinti degli animali per cercare di proteggere i loro capi dal lupo.
Uscire dalla Convenzione di Berna non significa mettere in discussione la biodiversità. Significa salvaguardare un settore importante e fondamentale per la cura delle nostre montagne e per la produzione di prodotti sani e genuini che tutti noi apprezziamo. Oltre a questo, ricordo che dietro a questo settore ci sono famiglie contadine, persone che vivono di questo lavoro, ed è giusto che la politica si occupi anche della loro salvaguardia. Grazie dunque di sostenere la mia mozione.