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Fonio Giorgio · Nationalrat · 2025-03-19

Fonio Giorgio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2025-03-19

Wortprotokoll

Ringrazio il collega Glarner per aver presentato questa iniziativa parlamentare che ci invita a riflettere su una questione importante relativa al nostro sistema parlamentare. L'iniziativa propone di adeguare il diritto parlamentare affinché le sessioni speciali del Consiglio nazionale non siano più remunerate quando sono convocate per trattare oggetti che non è stato possibile esaminare nel corso delle sessioni ordinarie.

Premetto che è sempre complesso intervenire su un tema che inevitabilmente tocca anche le condizioni dei parlamentari stessi, quindi di noi stessi. Tuttavia, lo faccio con serenità, consapevole che il sistema attuale garantisce un Parlamento di qualità fondato sul principio della milizia, e composto da persone che provengono da ogni ceto sociale. Proposte di riduzione drastica, o addirittura di eliminazione delle indennità rischiano di limitare l'accesso a questa funzione a una cerchia ristretta di élite economiche e professionali.

Heute können in unserem System Arbeiter, Landwirte, Angestellte oder Pflegekräfte gewählt werden. Eine derartige Veränderung könnte jedoch den Weg zu einem Parlament ebnen, das ausschliesslich aus Unternehmern, Anwälten oder Gewerkschaftern besteht, und damit die Vielfalt und[NB]das[NB]Gleichgewicht bedrohen, die unser demokratisches System auszeichnen.

Secondo l'articolo 2 capoverso 2 della legge sul Parlamento, ciascuna Camera può decidere di riunirsi in sessioni speciali qualora le sessioni ordinarie non siano sufficienti per far fronte ai lavori. L'articolo 33d del regolamento del Consiglio nazionale prevede inoltre che almeno una volta all'anno sia organizzata una sessione speciale della durata massima di una settimana, purché vi siano sufficienti oggetti pronti per essere trattati.

Le sessioni speciali non sono finalizzate a discutere soltanto interventi parlamentari, ma possono includere anche progetti del Consiglio federale o di commissioni parlamentari. È il caso, ad esempio, di dossier voluminosi che sottrarrebbero troppo tempo alle sessioni ordinarie. Inoltre, può succedere che un oggetto debba essere trattato con urgenza. In tal caso, convocare una sessione speciale permetterebbe di guadagnare del tempo. A titolo d'esempio cito il dibattito sulla revisione totale della legge sugli stranieri e della legge sull'asilo. A causa della complessità della materia questa revisione è stata discussa in una sessione speciale garantendo a ogni gruppo parlamentare la possibilità di esprimersi pienamente.

La commissione si è chinata su questa tematica, e ha individuato anche alcune criticità che ritiene opportuno evidenziare. Una prima considerazione riguarda la riduzione dei diritti dei membri di questo Parlamento. Il numero forse eccessivo di atti parlamentari presentati da alcuni deputati non può essere l'elemento determinante per approvare questa iniziativa. In secondo luogo, le sessioni speciali devono essere preparate con la stessa attenzione delle sessioni ordinarie. Non si tratta di sessioni di serie B, né richiedono un impegno inferiore. Vi chiedo dunque per quale motivo dovrebbero essere remunerate in modo differente, o addirittura non essere remunerate.

Per queste ragioni, la commissione, con 15 voti favorevoli e 9 contrari, vi invita a non dare seguito all'iniziativa parlamentare 24.418. Tuttavia, nel farlo la commissione richiama tutti noi ad un'assunzione di responsabilità nella presentazione di atti parlamentari e nella richiesta di interventi, ad esempio in merito alle iniziative popolari. Non si tratta di mettere il bavaglio a nessuno, ma di promuovere una riflessione. Sono davvero necessari tutti gli interventi per il dibattito pubblico?

La minoranza invece ritiene che le sessioni speciali siano spesso dedicate a discutere interventi parlamentari, e sottolinea che se la partecipazione a tali sessioni non fosse più remunerata, potrebbe creare un certo effetto deterrente, spingendo i deputati a presentare meno interventi.