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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-05-05

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-05-05

Wortprotokoll

Questa mozione presentata nel dicembre del 2023 chiede al Consiglio federale di elaborare ed introdurre una clausola di salvaguardia a tutela del mercato del lavoro ticinese, mirata a fronteggiare il continuo aumento dei frontalieri.

Prevedibilmente, il Consiglio federale propone di respingere la mozione, sostenendo che sarebbe contraria all'accordo sulla libera circolazione delle persone. L'accordo in questione contiene l'articolo 14 capoverso 2, in cui si legge che, in caso di grave difficoltà di ordine economico o sociale, il Comitato misto si riunisce su richiesta di una delle parti contraenti, al fine di esaminare le misure adeguate a porre rimedio alla situazione.

Inoltre, la proposta contenuta in questa mozione si rifà allo studio svolto nel 2016 dal professor Ambühl del Politecnico di Zurigo su mandato del canton Ticino. Il professor Ambühl ha alle spalle vari decenni di carriera diplomatica; è stato capo della missione svizzera a Bruxelles tra il 1992 ed il 1999 ed in seguito segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali in seno al Dipartimento federale delle finanze. Quindi, se il professor Ambühl sostiene che introdurre una clausola di salvaguardia è possibile, c'è motivo di credere che sia così.

Al di là degli aspetti formali, è assurdo che il Consiglio federale usi quale argomento per respingere la mozione, e quindi quale argomento a sostegno del frontalierato senza freni, l'invecchiamento della popolazione, che implica un maggiore fabbisogno di lavoratori provenienti dall'estero.

In Ticino, a seguito della libera circolazione delle persone, i lavoratori di oltre 55 anni, ma anche quelli più giovani, vengono lasciati a casa e sostituiti da frontalieri pagati la metà. Chi perde l'impiego a quest'età difficilmente riesce a ricollocarsi. La carenza di manodopera è per lo più frutto di fantasia. Invece c'è un reale problema di collocamento dei lavoratori cosiddetti anziani. L'invecchiamento della popolazione è imputabile anche al fatto che sempre più giovani lasciano il Ticino per la Svizzera interna e non tornano più indietro, perché in Ticino proprio a causa degli eccessi del frontalierato non hanno possibilità lavorative né salari dignitosi.

Attualmente in Ticino ci sono quasi 80[NB]000 frontalieri - sono un terzo dei lavoratori presenti nel Cantone. La presunta diminuzione, peraltro irrisoria, di cui hanno favoleggiato i media nelle settimane e nei mesi scorsi, sono "fake news". Il numero dei posti di lavoro presenti in Ticino è sceso assai più di quello dei frontalieri. Cosa significa? Questo vuol dire che in proporzione la quota di frontalieri sul totale degli addetti è ancora aumentata.

Il nuovo accordo fiscale con l'Italia renderà forse il frontalierato meno attrattivo, ma neanche tanto. Di recente si è svolto a Varese un convegno da cui è emerso che in ogni caso fare il frontaliere conviene sempre. Bisogna inoltre ricordare che questo nuovo accordo si applica comunque solo ai nuovi frontalieri e che l'aggravio fiscale viene compensato da vantaggi ottenuti con il cambio. Nel corso degli anni il franco si è costantemente rafforzato nei confronti dell'euro andando ad incrementare la busta paga delle persone con permesso G in modo considerevole. Rispetto a 15 anni fa, il franco si è apprezzato sull'euro di oltre il 40 per cento.

Intanto sul fronte del reddito la situazione in Ticino peggiora. Di recente l'Ufficio federale di statistica ha annunciato che nel 2022 il salario mediano in Svizzera era di 6788 franchi al mese mentre nel nostro Cantone ammontava a 5590 franchi. La differenza è di quasi 1200 franchi al mese e continua a crescere - nel 2020 era di 1119 franchi, nel 2014 di 1064 franchi e nel 2008 solo di 850 franchi. Il continuo allargarsi della forbice è provocato dalla pressione al ribasso sui salari generata dalla libera circolazione delle persone. Ci sono tutti i motivi per finalmente prendere delle misure a difesa del mercato del lavoro ticinese, ritenendo che per quanto non venga applicata da questo Parlamento la preferenza indigena è stata comunque votata dal popolo.

Vi invito quindi a sostenere questa mozione.