Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-05-06
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-05-06
Wortprotokoll
Con la presente mozione si chiede di modificare l'articolo 98 capoverso 3 della legge federale sulla circolazione stradale, in modo che lo scambio di segnalazioni riguardanti la presenza di controlli radar all'interno di gruppi social chiusi non sia più sanzionabile, e questo indipendentemente dal numero degli iscritti. L'articolo che ho citato, in vigore dal 1° gennaio 2013, vieta ai privati cittadini la segnalazione pubblica di controlli radar effettuati dalla polizia. Chi infrange il divieto è punito con una multa che può anche essere elevata. Articoli di stampa riferiscono di sanzioni fino a 850 franchi. E anche una segnalazione all'interno di gruppi social chiusi può essere considerata pubblica, in particolare se il gruppo ha oltre trenta iscritti.
A stabilire il confine tra la segnalazione privata e pubblica è la giurisprudenza. Questa situazione causa incertezze, e inoltre le sanzioni sono sproporzionate. I controlli di velocità per avere uno scopo preventivo devono essere segnalati. In caso contrario, invece di prevenire un'infrazione, si limitano a sanzionarla a posteriore, quando quindi la situazione di presunto pericolo si è già verificata. La realtà è che la buona parte dei controlli radar viene effettuato non per esigenze di sicurezza, ma per ragionamenti di tipo finanziario. L'obiettivo è fare cassetta a spese degli automobilisti.
Vi cito quattro motivi a sostegno della presente mozione:
1.[NB]Il diritto all'informazione e alla comunicazione privata deve essere protetto. Negli spazi chiusi e privati, come chat tra amici o gruppi WhatsApp, le persone devono poter scambiare liberamente delle informazioni. Se vietiamo la comunicazione di presenza di controlli, iniziamo a limitare la libertà di comunicazione su base arbitraria. Quindi oggi sono i radar, domani che tipo di informazioni sarà vietato condividere?
2.[NB]Gli obiettivi di sicurezza stradale non dipendono dall'effetto sorpresa. La sicurezza sulle strade si costruisce con l'educazione, la responsabilità e le infrastrutture adeguate e non con l'effetto sorpresa dei controlli. Se un automobilista rallenta dopo aver saputo della presenza di un radar il risultato, cioè il rispetto dei limiti di velocità, è comunque raggiunto. Lo scopo del radar deve essere prevenire incidenti e non cogliere in fallo i cittadini per incassare soldi con le contravvenzioni.
3.[NB]Le segnalazioni rafforzano la prevenzione. Un automobilista informato di un controllo radar, che per questo motivo rallenta, fa rallentare anche i veicoli che lo seguono e quindi promuove la sicurezza. Sappiamo inoltre che in Paesi a noi vicini i controlli radar devono essere annunciati.
4.[NB]Il principio di proporzionalità è violato, perché punire delle persone per aver condiviso in privato un'informazione banale è sproporzionato, visto che non si sta incitando a violare la legge, si sta solo scambiando un dato reale accessibile a tutti con un po' di attenzione a quello che succede sulla strada.
In conclusione, il divieto di segnalare i radar nei gruppi chiusi è una misura eccessiva, poco efficace per la sicurezza e anche pericolosa per i diritti fondamentali. La Svizzera può e deve avere fiducia nei propri cittadini, favorendo la sicurezza stradale basata sulla responsabilità e sull'informazione. Se si vuole che i controlli radar abbiano davvero un effetto preventivo, quindi che servano effettivamente a prevenire un eccesso di velocità su una tratta reputata pericolosa, allora è corretto che i radar vengano segnalati. Di conseguenza, la penalizzazione di chi avverte tramite gruppi social della presenza di controlli radar non si giustifica e va abolita. Pertanto vi invito a sostenere questa mozione.