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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-05-07

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-05-07

Wortprotokoll

La situazione sul fronte dei premi di cassa malati è nota a tutti. Il susseguirsi di pesanti aumenti dei premi rende il pagamento di un'assicurazione sociale obbligatoria via più insostenibile per i cittadini e richiede, inoltre, importanti interventi pubblici sotto forma di sussidi per la riduzione dei premi. Nel mio Cantone, il Ticino, sotto questa voce si spendono ormai oltre 400 milioni di franchi all'anno, vale a dire oltre il 10 per cento della spesa totale del Cantone.

Una cassa pubblica per l'assicurazione di base LAMal non avrebbe di per sé incidenza sui costi sanitari. Va tuttavia considerato che negli ultimi 25 anni i costi sanitari sono aumentati dell'81 per cento, mentre i premi addirittura del 146 per cento, quindi c'è una discrepanza importante. Inoltre, il meccanismo di formazione dei premi e delle riserve è macchinoso ed opaco. E la situazione è destinata tendenzialmente a peggiorare: l'Ufficio federale di statistica ha annunciato un'ulteriore crescita dei costi della salute - si stimano aumenti superiori al 3 per cento. [PAGE 668]

Il sistema attuale genera inoltre un numero spropositato di manager e consiglieri d'amministrazione delle casse malati, molte delle quali dispongono poi ancora di numerose sottocasse, ciascuna con la propria gerarchia, e quindi ne deriva una moltiplicazione dei costi provocati dalla moltiplicazione degli organi dirigenziali. E non va neppure dimenticato che i membri di questi organi dirigenziali, o quelli delle associazioni mantello degli assicuratori malattia siedono nell'Assemblea federale, quindi qui, ed in particolare nelle Commissioni della sicurezza sociale e della sanità di entrambe le Camere. L'estrema lobbizzazione del sistema sanitario notoriamente ostacola la ricerca di soluzioni per abbassare i premi. La concorrenza tra assicuratori, che nelle intenzioni originali avrebbe dovuto contenere i costi, si è rivelata in gran parte un'illusione e le casse malati competono soprattutto per selezionare i buoni rischi, cioè gli assicurati più giovani e sani.

Una cassa pubblica evidentemente non sarebbe la panacea, però comporterebbe alcuni vantaggi. Ad esempio, la trasparenza: una cassa pubblica gestita senza fini di lucro metterebbe al centro gli assicurati e non il profitto. Oppure la riduzione dei costi amministrativi: ogni cassa malati oggi deve investire ingenti risorse in marketing, in sponsoring, in gestione del rischio e in burocrazia, mentre una cassa unica federale o cantonale permetterebbe di semplificare i processi e di risparmiare centinaia di milioni di franchi. O ancora, un maggior controllo democratico: i cittadini e anche i Cantoni avrebbero più voce nella gestione di uno dei settori più importanti della nostra vita comune che è la salute.

Permettere ai Cantoni di creare casse pubbliche proprie offrirebbe anche l'opportunità di sperimentare modelli diversi, più vicini ai bisogni locali. I Cantoni che lo desiderano potrebbero mostrare che esistono alternative funzionanti rafforzando in questo modo il federalismo e la sussidiarietà. L'autonomia cantonale può e deve essere una forza. Una cassa pubblica non significa meno libertà, significa più sicurezza e più efficacia.

Il Consiglio federale respinge il postulato asserendo che il popolo ha già detto di no a più riprese alla creazione di una cassa malati pubblica. Questo è indubbiamente vero, ma d'altra parte dall'ultima votazione sono passati undici anni, e nel frattempo la situazione è peggiorata in modo drammatico, soprattutto in certi Cantoni. In queste circostanze io credo che una rivalutazione tramite un nuovo rapporto - perché alla fine è questo che si chiede - non sia una richiesta fuori posto. Quanto ai no di questo Parlamento alla creazione di casse cantonali, essi rappresentano semmai un'ingerenza nell'autonomia cantonale piuttosto che un impedimento reale. Vi invito quindi a sostenere questo postulato.