Gysin Greta · Nationalrat · 2025-05-07
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2025-05-07
Wortprotokoll
Questa mozione parte da un dato di fatto: oggi sempre più genitori condividono in modo più o meno paritario l'affidamento dei figli in caso di separazione. Entrambi si prendono cura dei figli, entrambi sono presenti, entrambi sostengono le spese di accudimento nel periodo di loro competenza. È un'evoluzione positiva che però non è riconosciuta nel nostro sistema fiscale. Attualmente, infatti, se un genitore versa un contributo di mantenimento per i figli, anche se solo modesto, perde totalmente il diritto alla deduzione per figli, indipendentemente dal tempo di custodia o dalle spese sostenute nel quadro dell'affidamento alternato. Per assurdo un genitore potrebbe accudire i figli nel 70 per cento del tempo, assumersi quindi anche il 70 per cento dei costi quotidiani, e perdere totalmente il diritto alle deduzioni perché paga dei contributi di mantenimento. Questa è una discriminazione evidente. È una discriminazione verso quei genitori - e in genere, o spesso, sono i padri - che oltre a occuparsi direttamente dei figli si assumono anche una parte più cospicua dei costi, sostenendo oltre alle spese quotidiane anche gli alimenti.
Il Consiglio federale giustifica questa imposizione con il divieto di cumulo, e il timore di un doppio sgravo. Questo, però, è un ragionamento sbagliato. È corretto dire che il genitore che versa gli alimenti può dedurli dal proprio reddito imponibile. Questa deduzione è necessaria per considerare in maniera corretta il reddito effettivamente disponibile della persona. Questa deduzione, però, non annulla il fatto che il genitore deve comunque sostenere dei costi diretti nel tempo in cui ha i figli con sé. Vestiti, pasti, tempo libero, salute sono spese concrete che oggi il sistema fiscale non riconosce e non permette di dedurre. Il sistema fiscale permette però alla persona beneficiaria di alimenti di dedurre spese che, di fatto, non ha sostenuto perché non accudisce i figli nel cento per cento del tempo.
La discriminazione è, peraltro, riconosciuta anche dal Tribunale federale che, in una sentenza del 2023, ha riconosciuto che le spese dirette sostenute dal genitore che versa gli alimenti vengono trascurate per ragioni pratiche, e che le attuali regole non riflettono in tutti i casi l'effettiva capacità economica dei genitori. Allora perché lasciar correre una discriminazione evidente, riconosciuta anche dal Tribunale federale, solo per delle ragioni pratiche che in realtà sono molto facilmente risolvibili?
Il nostro sistema fiscale deve premiare l'affidamento alternato, non punirlo. Oggi abbiamo la possibilità di fare un passo verso l'abolizione di una chiara discriminazione, una disparità iniqua che nasce da una visione del modello familiare tradizionale che, di fatto, molte famiglie non vivono più: il genitore che accudisce da un lato, quello che paga dall'altro. Il mondo è cambiato, e le leggi, e anche il sistema fiscale, dovrebbero seguirlo e adeguarsi. Fare giustizia non è un favore che si fa a qualcuno, è un dovere verso tutte e tutti, ed è con queste considerazioni che vi invito a sostenere la mia mozione.