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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-06-10

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-06-10

Wortprotokoll

Il tema dell'asilo e della gestione dei flussi migratori rappresenta oggi una delle sfide più complesse per gli Stati europei e anche per la Svizzera. È sotto gli occhi di tutti, come l'attuale sistema sia diventato insostenibile sia in termini economici che sociali. In questo contesto si impone un nuovo approccio che superi modelli ormai inadeguati.

La presente mozione propone l'esternalizzazione delle procedure d'asilo in uno Stato terzo, sulla scorta del cosiddetto modello Ruanda, promosso dal precedente governo conservatore britannico. Il governo britannico era in buona compagnia. La Danimarca, ad esempio, è stata tra le prime nazioni a introdurre nella legislazione nazionale la possibilità di trasferire richiedenti l'asilo in Paesi terzi, ha firmato un memorandum di intesa con il Ruanda e continua a lavorare a soluzioni bilaterali che uniscano fermezza giuridica e rispetto dei diritti umani. Il governo danese ha avuto il merito di porre la questione sul piano europeo, prende avvio un dibattito franco e necessario. Anche l'Italia ha recentemente avviato contatti [PAGE 937] e accordi operativi con Stati terzi per la gestione esterna delle procedure d'asilo. L'accordo con l'Albania rappresenta un precedente importante.

Anche sul fronte generale dell'Unione europea il dibattito sull'esternalizzazione è ormai aperto. Numerosi Stati membri chiedono con forza che Bruxelles faciliti e legittimi accordi di partenariato con Paesi terzi per trattare le domande d'asilo al di fuori del territorio dell'UE e facilitare le espulsioni.

Il recente patto sulla migrazione e l'asilo, approvato nel 2024, prevede strumenti per una cooperazione rafforzata con Paesi d'origine e di transito e lascia spazio giuridico a forma di esternalizzazione concordata.

Nel frattempo, in Svizzera, continuiamo a spendere oltre 4 miliardi di franchi all'anno per un sistema inefficiente, inauguriamo centri federali lussuosi come quello di Pastore, manteniamo aperte strutture sovradimensionate e tolleriamo situazioni di degrado e criminalità in diverse località. In un'intervista pubblicata nelle scorse settimane sulla "NZZ" a proposito della criminalità straniera in Svizzera, lo psichiatra forense Frank Urbaniok ha citato nazionalità ed esempi: gli afghani commettono cinque volte più reati violenti degli svizzeri, i marocchini otto volte di più, i tunisini nove volte di più. L'esternalizzazione delle procedure d'asilo offrirebbe un duplice vantaggio. Da un lato, rappresenterebbe un deterrente efficace per le domande infondate, scoraggiando chi migra esclusivamente per motivi economici. Dall'altro, permetterebbe di garantire una protezione effettiva a chi ha realmente diritto all'asilo in un contesto ordinato e sotto controllo. Il Consiglio federale ha ora il compito di analizzare questa possibilità nel quadro del rapporto sul postulato Caroni 23.4490, ma non possiamo restare in attesa passiva, anche perché l'esito dell'analisi è prevedibile. Il governo si è finora opposto per motivi ideologici all'esternalizzazione delle procedure d'asilo, sarebbe ingenuo credere che cambierà atteggiamento dopo l'esame del postulato citato prima. Inoltre, sappiamo perfettamente che attorno a queste procedure c'è un'industria che fiorisce e lucra. Per cambiare le cose serve dunque una chiara volontà politica. Da parte del Parlamento, l'attuale modello è al collasso, la pazienza dei cittadini al limite. È tempo di restituire credibilità alla nostra politica migratoria. Tutti i Paesi europei stanno portando dei giri di vite - pensiamo alle recenti decisioni del nuovo governo tedesco - tutti, tranne la Svizzera e questo non è accettabile!

Invito pertanto a sostenere la mozione.