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Farinelli Alex · Nationalrat · 2025-06-11

Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2025-06-11

Wortprotokoll

Oggi parliamo di un'iniziativa che mette in discussione non solo il futuro della SSR, ma anche la coesione culturale e democratica del nostro Paese. Viviamo in un'epoca in cui le notizie corrono ben più veloci della verità, dove un solo elemento che non ci piace basta per mettere in dubbio un intero sistema. È proprio questo che rischia di accadere se dovessimo accogliere l'iniziativa "200 franchi bastano!". Non si tratta infatti di un semplice risparmio, ma di un attacco chiaro e diretto a una struttura e alla sua missione di servizio pubblico. L'iniziativa dimezzerebbe il budget della SSR; sarebbero quasi 800 milioni di franchi in meno e oltre 2400 posti di lavoro a rischio all'interno dell'azienda, e altrettanti all'esterno. Ma in realtà non si tratta solo di questi numeri. Tagliare in questo modo significa centralizzare, chiudere delle sedi nelle regioni periferiche, indebolire la copertura giornalistica regionale, limitare la pluralità culturale, sportiva e musicale.

Vengo dalla Svizzera italiana, da una delle regioni che chiaramente sarebbe chiamata a pagare uno dei prezzi più alti per questa iniziativa. Ma oggi, qui, vi parlo esclusivamente da svizzero. Sarebbe sbagliato infatti dire che con la SSR difendiamo la regionalità nel nostro Paese. Al contrario, difendiamo proprio la Svizzera, che può esistere solo grazie alla sua diversità, a una SSR infatti che non solo racconta il nostro Paese, ma che in realtà lo fa vivere e quindi in definitiva contribuisce a farlo esistere.

Chi pensa che altri attori potranno sostituirsi alla SSR in questo compito sbaglia. Magari occuperanno lo spazio, magari occuperanno la parte di intrattenimento del pubblico, ma non potranno farlo con lo stesso risultato, perché il mandato della [PAGE 957] SSR è chiaro. Raggiungere tutte e tutti, in tutte le regioni, in tutte le lingue, è l'essenza stessa del nostro servizio pubblico. Attaccare la SSR in definitiva significa attaccare la cultura svizzera, perché è anche attraverso la SSR che la nostra cultura si esprime, si diffonde e si rafforza.

Il Consiglio federale ha già proposto un controprogetto che chiede parecchi sforzi a questa azienda, che prevede una riduzione progressiva del canone da 335 a 300 franchi entro il 2029, e che chiede anche una riduzione del canone per le imprese. Questo implica per la SSR risparmi dell'ordine di 270 a 300 milioni di franchi, ossia del 17 al 20 per cento del suo budget attuale. È un sacrificio importante che[NB]va[NB]riconosciuto. È una trasformazione che è già iniziata, che va accompagnata, ma che non va ulteriormente estremizzata.

Oggi quindi non possiamo che essere chiari: questa iniziativa è sbagliata nei contenuti ed è pericolosa nelle conseguenze. È un salto nel buio che mette a rischio la qualità dell'informazione, la coesione nazionale e la vitalità culturale della Svizzera. Chi ama davvero il nostro Paese e la sua diversità, chi crede nella responsabilità politica e nella forza democratica, non può che dire un chiaro no all'iniziativa "200 franchi bastano!".