Lexipedia

Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-06-11

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-06-11

Wortprotokoll

L'iniziativa "200 franchi bastano!" di cui oggi stiamo discutendo è un'iniziativa moderata e ragionevole, non è un'iniziativa estrema come poteva essere l'iniziativa "No Billag" che prevedeva l'azzeramento del canone. Con 200 franchi di canone la SSR continuerà a disporre di 650 milioni di franchi all'anno che sommati a 200 milioni di franchi di pubblicità fanno circa 850 milioni di franchi all'anno - cifra destinata oltretutto a crescere a seguito dell'immigrazione.

Trovo difficile sostenere che nell'anno 2025, quindi con anche i progressi tecnologici che permettono la riduzione dei costi, 850 milioni non bastino per produrre un servizio pubblico radiotelevisivo in un Paese di 9 milioni di abitanti. Sappiamo che in tanti Paesi europei i canoni radiotelevisivi sono stati ridotti o addirittura cancellati. Il Belgio, un piccolo Paese bilingue, l'ha cancellato nel 2018.

In Svizzera le maggioranze politiche parlano costantemente di innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale ecc., però quando si tratta di preservare intatto l'orticello del potere politico-mediatico, la SSR appunto, scatta il contrordine e bisogna rimanere ancorati a modelli di almeno cinquant'anni fa. Il mondo è cambiato, siamo nell'era del pay per view, delle piattaforme on demand. La SSR continua a perdere pubblico. 335 franchi all'anno di canone non si giustificano più. Il risultato di questa fattura è che poi ai cittadini mancano i soldi per acquistare i prodotti mediatici a cui sono interessati o per abbonarsi magari a un giornale, tutto in barba alla pluralità. La tesi che la SSR sia indispensabile alla coesione nazionale ha poco fondamento. I giovani tra i 15 e i 19 anni guardano in media 28 minuti di televisione al giorno e non necessariamente si tratta di programmi della SSR.

Infine l'assurda decisione di spegnere le trasmissioni in FM ha fatto crollare gli ascolti radiofonici. In Ticino la RSI ha perso un terzo della sua penetrazione netta. Quindi è il colmo che da un lato la SSR parli di coesione nazionale e dall'altro ricatti la Romandia e la Svizzera italiana dicendo che in caso di approvazione dell'iniziativa smantellerà nelle loro regioni.

In Ticino l'iniziativa "200 franchi bastano!" ha raccolto quasi 32[NB]000 firme. Questo record è un segno di un disagio vero. La RSI e anche la Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (Corsi) farebbero meglio a porsi qualche domanda. Attorno al canone i margini di risparmio di certo non mancano. La SSR, come detto, ha spento le trasmissioni in FM asserendo di voler risparmiare 15 milioni all'anno. Ma nel 2024 i costi operativi delle emittenti sono aumentati di 39 milioni rispetto al 2023, mentre il numero di dipendenti ha raggiunto la quota record di 7200. La Serafe, la ditta che riscuote il canone, nel 2024 ha distribuito 6 milioni di dividendi di cui quasi la metà è finita nelle tasche di un singolo imprenditore privato. Qui qualcosa non torna. La SSR ha poi firmato un accordo con gli editori della Svizzera tedesca il cui contenuto non è pubblico, ma il voto di scambio è evidente. Con i soldi del canone la SSR si è comprata l'appoggio politico degli editori privati che faranno pertanto propaganda contro l'iniziativa "200 franchi bastano!" - è un esempio tangibile di media mainstream in Svizzera!

Infine l'informazione SSR non è neutrale; è orientata e spesso apertamente ideologica. Sappiamo che un'ampia maggioranza dei giornalisti si identifica con posizioni di sinistra. Passando alla RSI, che è la realtà che conosco meglio, vediamo che l'ex direttore, subito dopo essere andato in pensione, è diventato gran consigliere socialista. I corrispondenti dall'estero della RSI sono praticamente tutti collaboratori della "Repubblica" o addirittura del "Manifesto". I pensionati delle redazioni della RSI si convertono in editorialisti per giornali o siti internet di sinistra o di estrema sinistra.

Si può quindi aggiungere che la SSR non ha rispettato gli impegni presi dopo la votazione sull'iniziativa popolare "No Billag". Un canone a 200 franchi, che resterebbe comunque uno dei più alti d'Europa, costituisce un adeguamento ragionevole.

Vi invito pertanto a sostenere questa iniziativa.

Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-06-11 | Lexipedia | Lexipedia