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Storni Bruno · Nationalrat · 2025-06-12

Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2025-06-12

Wortprotokoll

L'iniziativa dell'UDC e dei Giovani liberali-radicali "200 franchi bastano!" già dal titolo si identifica come una tipica operazione neoliberista, in termini moderni "da motosega", strumento diventato protagonista nel linguaggio politico d'oltreoceano sui palchi dei comizi elettorali.

L'operazione neoliberista "200 franchi bastano!" ha l'obiettivo di debilitare il servizio pubblico dell'informazione nel nostro Paese, che storicamente la SSR garantisce assieme agli organi di stampa tradizionali. E lo fa in un momento di grandi stravolgimenti nel settore mediatico svizzero, in crisi per la sempre più prevalente presenza delle piattaforme dei giganti tecnologici americani che hanno acquisito, direi sottratto, importanti risorse finanziarie e di pubblico ai media tradizionali nazionali.

Anche la SSR ha già subito una diminuzione delle entrate pubblicitarie, come pure una diminuzione del canone, già sceso da 451 a 336 franchi, e che scenderà a 300 franchi per il 2029. Significa meno di un franco al giorno per un servizio pubblico nazionale di primaria importanza e per un Paese che grazie alla democrazia diretta vede un'attiva partecipazione della popolazione ai processi decisionali; si vota quattro volte all'anno su disparati e sovente complessi temi. Per questo SRF, RTS, RSI, RTR e Swissinfo creano informazione e approfondimenti in modo indipendente a garanzia della pluralità del dibatto politico.

Ma oltre all'informazione la SSR produce e promuove cultura nel senso più largo del termine, come pure sport e intrattenimento di grande qualità nelle quattro lingue e culture nazionali, con un occhio di riguardo alle minoranze. Alcuni esempi concreti sono stati presentati da chi mi ha preceduto. Ci sarebbe molto di più ma non ho lo spazio per descriverli tutti. Per farsi un'idea di quanto è valida la produzione audiovisiva della SSR basta accedere a Play Suisse, un'altra ottima iniziativa della SSR pagata con il canone.

Per la Svizzera italiana, minoranza linguistica e culturale che oggi beneficia di un finanziamento 4,5 volte maggiore di quanto versiamo tramite il canone, l'iniziativa motosega sarebbe disastrosa. L'impegno per la cultura svizzera italiana sarebbe minimizzato. A fronte del tentativo d'indebolimento della SSR che questa iniziativa promuove, abbiamo la situazione geopolitica che vede crescere le campagne di disinformazione da parte di poteri e gruppi d'interesse antidemocratici, tentativi di manipolazione dell'opinione pubblica che fanno purtroppo parte del quotidiano flusso di informazioni sulle piattaforme sociali. È quindi essenziale offrire alla popolazione un'alternativa credibile e smettere di indebolire la SSR.

Come in tutte le aziende e nei servizi pubblici, ci sono aspetti che si possono migliorare, ma la motosega non è lo strumento giusto. La SSR ci sta già lavorando, ma la diminuzione a 300 franchi non sarà indolore.