Farinelli Alex · Nationalrat · 2025-06-13
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2025-06-13
Wortprotokoll
L'oggetto 24.4499, unitamente a quelli dei colleghi che mi hanno preceduto e che mi seguiranno, invita il Consiglio federale a utilizzare tutti gli strumenti di politica estera compatibili con la neutralità per proteggere le minoranze etniche e religiose in Siria e contribuire a una de-escalation nel Nord-Est del Paese.
Partiamo da un punto fermo: la Svizzera ha una lunga tradizione umanitaria e un impegno solido a favore dei diritti umani. La protezione delle minoranze non è solo un principio scritto nei nostri documenti di politica estera, ma è parte della nostra identità internazionale e nazionale. Oggi questo principio ci impone di agire.
Nel Nord-Est della Siria, comunità come i curdi, gli armeni, gli assiri, gli aramaici, gli yazidi, i cristiani sono di nuovo minacciate. Gli attacchi turchi stanno destabilizzando la regione e rischiano di alimentare il ritorno dell'estremismo con conseguenze gravi per l'Europa. La rinascita di uno Stato islamico non è una minaccia remota, ma è una prospettiva che può realizzarsi anche con delle nuove ondate migratorie verso l'Europa.
Come autori delle mozioni, riconosciamo che la neutralità svizzera non significa indifferenza. Al contrario, proprio grazie a questa neutralità possiamo ricoprire un ruolo utile, credibile e costruttivo per la ricerca di una soluzione. Cosa significa questo concretamente? Che possiamo agire su tre piani. Il primo è il piano bilaterale: dobbiamo intensificare il dialogo con la Turchia, perché non possiamo chiudere gli occhi di fronte a operazioni militari che violano il diritto internazionale e mettono in pericolo intere popolazioni. Il secondo è il piano multilaterale: dobbiamo rafforzare il nostro sostegno all'inviato speciale dell'ONU in Siria per promuovere un processo politico che includa tutte le componenti della società siriana, comprese le minoranze oggi minacciate. Il terzo piano, non meno importante, è che dobbiamo continuare, e se possibile anche ampliare, il nostro impegno umanitario. In un contesto in cui la comunità internazionale è spesso paralizzata, la Svizzera può agire, anche con piccoli passi, per fare una differenza reale.
Si chiede quindi al Consiglio federale di proseguire in questa direzione utilizzando tutti gli strumenti della diplomazia, della comunicazione, della cooperazione e dell'aiuto umanitario, perché la neutralità non ci impedisce di difendere i valori in cui crediamo, anzi ci dà la responsabilità di farlo.