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Chiesa Marco · Ständerat · 2025-09-16

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-09-16

Wortprotokoll

Il Consiglio federale ha adottato il 26 febbraio 2025 il Rapporto sulla politica estera 2024. Questo documento rappresenta i progressi compiuti nell'attuazione dei 28 obiettivi della Strategia di politica estera 2024-2027 e induce un nuovo formato più coerente e mirato. Inoltre, per la prima volta, è stato inserito un capitolo tematico dedicato all'influenza dei Paesi BRICS sull'ordine mondiale.

Il 2024 è stato segnato da conflitti e instabilità. La guerra della Russia contro l'Ucraina è proseguita con gravi conseguenze umanitarie; in Sudan si sono intensificate le violenze; in Medio Oriente si è vissuta una pericolosa escalation; e in Siria, dopo la caduta del regime di Assad, la situazione resta fragile.

In questo contesto la Svizzera ha perseguito una linea di continuità e impegno per la pace. Ha ospitato sul Bürgenstock una conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina conclusosi con un comunicato congiunto firmato da oltre novanta Paesi. Ha inoltre incrementato gli aiuti al Paese per oltre 2 miliardi di franchi, inclusi i fondi per la cooperazione internazionale e il lancio degli investimenti.

Sul fronte europeo si registra un importante risultato, ossia la conclusione materiale dei negoziati con l'Unione europea [PAGE 900] nel dicembre del 2024. Il cosiddetto pacchetto bilaterale persegue due obiettivi, da un lato la stabilizzazione della via bilaterale mediante la modernizzazione degli accordi esistenti, l'integrazione di elementi istituzionali e la partecipazione ai programmi UE, dall'altro lo sviluppo della cooperazione, in particolare nel settore dell'energia elettrica, della sanità e della sicurezza alimentare. A seguito di questi sviluppi le ricercatrici e i ricercatori in Svizzera hanno potuto riaccedere al programma Orizzonte Europa, e sono in corso le procedure per l'associazione a Erasmus+ e ad altri programmi chiave.

La Svizzera ha proseguito il suo impegno nel Consiglio di sicurezza dell'ONU anche durante la propria presidenza nel mese di maggio, promuovendo tra l'altro la diplomazia scientifica e contribuendo a risoluzioni sul Medio Oriente e Sudan, protezione del personale umanitario e Stato di diritto.

È emersa tuttavia una crescente polarizzazione del sistema multilaterale. Di fronte a questa sfida, la Svizzera si impegna per un multilateralismo efficace basato sulla sussidiarietà. Lo dimostra anche la futura Strategia multilateralismo e Stato ospite 2026-2029, attualmente in elaborazione, che intende rafforzare il sistema internazionale con Ginevra al centro.

Il secondo capitolo del rapporto è dedicato all'influenza crescente del gruppo degli Stati BRICS, oggi composto da dieci membri, tra cui Cina, India, Russia, Brasile, Sudafrica, Iran e Indonesia. I Paesi BRICS aspirano a un ordine mondiale multipolare, promuovendo riforme dell'ONU e delle istituzioni di Bretton Woods e rivendicano maggior rappresentanza per le economie emergenti.

Il Consiglio federale riconosce che, sebbene i Paesi BRICS non siano un blocco coeso, la loro crescente influenza sta ridisegnando gli equilibri geopolitici e spingendo verso una narrativa alternativa a quella occidentale. Per la Svizzera ciò comporta opportunità e rischi, da un lato il rafforzamento delle relazioni bilaterali con questi Stati, già avviato da tempo, e dall'altro la necessità di difendere i principi fondamentali del diritto internazionale e dei diritti umani di fronte a interpretazioni alternative e frammentazione del sistema multilaterale.

In sintesi, il Rapporto sulla politica estera del 2024 mostra un impegno coerente della Svizzera per la stabilità, il dialogo e il rafforzamento delle istituzioni internazionali. In un contesto globale sempre più instabile, la nostra politica estera rimane ancorata ai principi dell'universalità, del multilateralismo efficace e della promozione dei nostri interessi fondamentali, in particolare nei rapporti con l'Europa e le economie emergenti.