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Marchesi Piero · Nationalrat · 2025-09-17

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-09-17

Wortprotokoll

La mozione si fonda su un principio tanto semplice quanto logico. Lavorare per la Confederazione deve essere un privilegio riservato in via prioritaria ai cittadini svizzeri. Se non lo facciamo proprio in un'amministrazione pubblica, dove mai dovremmo farlo? I posti di lavoro della Confederazione sono ambiti. Offrono stabilità, ottime condizioni salariali e previdenziali, oltre al prestigio della funzione. È quindi doveroso garantire che, a parità di qualifiche e di requisiti, la precedenza vada a chi possiede la nostra cittadinanza. Questo non significa discriminare, ma riconoscere che servire lo Stato è innanzitutto un compito dei suoi cittadini.

Il Consiglio federale ci ricorda che oggi i collaboratori stranieri nell'amministrazione federale sono solo il 5 per cento. Bene, ma allora perché tanta paura nel mettere nero su bianco questo principio? Se fosse davvero così marginale, non dovrebbero esserci problemi a formalizzare una preferenza ai cittadini svizzeri. Al contrario, questo rafforzerebbe la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Viene invocato l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea e il rischio di discriminazione. Ma vorrei ricordare che l'articolo 121a della nostra Costituzione è chiarissimo. Occorre introdurre una preferenza indigena. Non chiediamo dunque di escludere sistematicamente gli stranieri, ma di riconoscere la priorità a chi è o ha scelto di essere cittadino svizzero. Inoltre, altri Paesi membri dell'Unione europea stessa prevedono norme e forme di preferenza nazionale nell'accesso al pubblico impiego.

È quindi evidente che, volendo, un margine politico e giuridico esiste. Non si tratta di ridurre la quantità o la qualità delle assunzioni, né di mettere barriere rigide. Chi è più competente e più adatto deve continuare a essere scelto. Ma quando due curriculum e requisiti sono equivalenti, è ragionevole e giusto che il posto vada a un cittadino svizzero.

Il Consiglio federale stesso riconosce che già oggi esistono settori riservati esclusivamente ai cittadini svizzeri, ad esempio nella difesa nazionale, nella sicurezza, nella polizia o nella diplomazia. Bene, noi chiediamo solo di estendere questo principio a tutto l'impiego pubblico, sempre nel rispetto del buonsenso e delle eccezioni necessarie.

Questa mozione non è un attacco a nessuno, è un atto di coerenza e di responsabilità verso i nostri concittadini. Se non siamo capaci di dare l'esempio nell'amministrazione federale, come possiamo dunque chiedere al settore privato di rispettare la preferenza indigena sul mercato del lavoro? Vi invito dunque a sostenere questa mozione per rafforzare la credibilità dello Stato e riaffermare che servire la Confederazione è e deve restare innanzitutto compito dei cittadini svizzeri.