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Farinelli Alex · Nationalrat · 2025-09-23

Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2025-09-23

Wortprotokoll

Il gruppo liberale-radicale ha sostenuto l'entrata in materia su entrambi i progetti, pur nella consapevolezza che non tutte le misure proposte sono esenti da criticità.

Per quanto riguarda la deliberazione di dettaglio, in merito al cuore dell'iniziativa parlamentare Bauer, quindi l'articolo 40, siamo favorevoli all'aumento della forchetta dal 4-6 per cento verso il 6-8 per cento della quota destinata ai media locali e regionali. Si tratta di un adeguamento necessario per garantire che anche in futuro il servizio pubblico radiotelevisivo a livello regionale possa essere assicurato soprattutto in contesti linguistici minoritari o periferici, dove chiaramente le radio e televisioni private non possono contare su un mercato pubblicitario ampio.

Inoltre sosteniamo la proposta della minoranza Cottier di introdurre un meccanismo di adeguamento automatico all'inflazione. È una questione di coerenza e di sostenibilità nel tempo. Fissare delle soglie nominali senza alcun aggiornamento rischia di svuotare progressivamente il valore reale del sostegno, proprio nei momenti in cui i costi operativi aumentano di più, infatti, vi è inflazione. Non si tratta di rinunciare a un controllo, ma di garantire una stabilità di base ai media che spesso operano al limite dell'equilibrio economico.

Ci siamo anche espressi contro il mantenimento di un tetto rigido alle concentrazioni, come previsto dalla cosiddetta regola del "due più due", il che significa massimo due concessioni radio e due televisive per beneficiario. Riteniamo, infatti, che una simile limitazione possa avere effetti distorsivi. Non è la quantità di concessioni a determinare la qualità o la pluralità del panorama informativo, ma la presenza di criteri di indipendenza editoriale e di adempimento del mandato di servizio. Impedire a operatori efficienti di crescere e consolidarsi può, al contrario, danneggiare la sostenibilità dell'offerta regionale e ridurre l'attrattiva di un settore che già oggi è in difficoltà.

Per quanto riguarda le misure previste all'articolo 76a, la proposta di includere anche gli organismi di autoregolamentazione, come il Consiglio svizzero della stampa, tra i beneficiari potenziali di un sistema finanziario, è stata ampiamente dibattuta. Da parte nostra riconosciamo l'importanza di un giornalismo etico e responsabile, ma è essenziale che la funzione di autoregolamentazione rimanga effettivamente autonoma e non venga percepita come indirettamente controllata o condizionata dallo Stato. Abbiamo dunque guardato con attenzione la delimitazione del sostegno proposto, in particolare rispetto ai compiti effettivamente svolti nell'ambito radiotelevisivo.

Arrivo quindi all'articolo 76b, dove sosteniamo il principio secondo cui le istituzioni di formazione riconosciute possano [PAGE 1750] beneficiare di un sostegno mirato, a condizione che siano rappresentative e aperte a un dialogo con l'insieme degli attori del settore. Tuttavia, siamo contrari a vincoli troppo rigidi sulla composizione delle strutture di governance, che rischiano di escludere realtà valide solo perché non coinvolgono tutti i partner sociali. Questa è la parola critica che viene proposta.

Inoltre, al sostegno a progetti di inchiesta indipendente, il cosiddetto Journafonds, ci siamo mostrati aperti, ma con l'importante precisazione che si tratta di misure facoltative, limitate nel budget e soggette a criteri trasparenti. L'obiettivo non è quindi creare nuova dipendenza da fondi pubblici, ma sostenere la qualità giornalistica laddove il mercato da solo non ce la fa.

Arrivo quindi all'articolo 76c, un punto in cui ci distanziamo dalla posizione del Consiglio degli Stati, che riguarda la percentuale massima dei costi coperti dallo Stato per le misure di carattere generale, quindi l'iniziativa Chassot. Mentre il Consiglio degli Stati propone una copertura che può arrivare fino all'80 per cento dei costi riconosciuti, il Consiglio federale raccomanda di limitare tale copertura al 50 per cento. In analogia a quello che si fa con altri strumenti di sostegno federale, dove si raggiunge solo il massimo del 50 per cento. Come gruppo liberale-radicale condividiamo l'approccio del Consiglio federale. Un sostegno pubblico efficace non deve trasformarsi in una quasi totalità di finanziamento. È importante mantenere un principio di corresponsabilità finanziaria da parte dei beneficiari e preservare l'indipendenza strutturale degli attori sostenuti.

In qualità di unico consigliere che interviene in italiano su questi oggetti vorrei concludere con un messaggio chiaro. Il nostro sostegno a queste misure non è ideologico, ma pragmatico. I media locali e regionali svolgono un ruolo fondamentale per la coesione, per la democrazia, per la partecipazione civica. Lo fanno in tutte le regioni, anche dove i numeri non garantiscono da soli la sostenibilità economica. Non ci si vuole quindi sostituire al mercato, ma si vogliono garantire delle condizioni quadro che permettano a realtà professionali, indipendenti e radicate nel territorio di continuare ad operare e informare. La priorità dell'informazione è un bene comune e in questo senso vi invito a sostenere i compromessi raggiunti dalla maggioranza commissionale e la minoranza Cottier.