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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-12-11

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-12-11

Wortprotokoll

Oggi discutiamo su un'iniziativa popolare che propone il divieto di vendita dei fuochi d'artificio rumorosi, fatta salva, a bontà dei promotori, un'eccezione per eventi sovraregionali e per la celebrazione del 1° agosto. L'argomento evocato, l'abbiamo sentito, è il disturbo che viene arrecato a persone e animali. Non viene dunque in realtà sollevato alcun problema di sicurezza. Assistiamo piuttosto all'ennesimo tentativo di alcune cerchie di introdurre nuovi divieti, nuova burocrazia e nuovi costi, limitando ancora una volta la libertà dei cittadini e la libertà economica.

Non risulta che nel nostro Paese, diversamente forse da altrove, vi sia un eccesso insostenibile nell'uso dei fuochi d'artificio. Essi vengono impiegati in modo diffuso, soltanto in due occasioni annuali, per festeggiare il 1° agosto e, in misura minore, Capodanno. L'iniziativa mette quindi direttamente in discussione le nostre tradizioni. Anche se oggi mantiene delle eccezioni, è facile poi prevedere che queste eccezioni verranno attaccate in futuro con la ben nota tattica del salame.

Con le eccezioni previste, questa iniziativa risulta sostanzialmente superflua. È ancora più discutibile il tentativo di introdurre nella Costituzione federale una regolamentazione che, se del caso, dovrebbe essere trattata a livello di ordinanza di polizia - dove per altro già esistono dei margini di intervento adeguati.

Il principale argomento dei promotori riguarda la protezione degli animali domestici. Eppure i fuochi d'artificio non sono stati inventati ieri, esistono da secoli. Gli animali domestici, anche selvatici, hanno sempre convissuto con essi. Non è ragionevole utilizzare la protezione degli animali come pretesto, un pretesto tra l'altro buono per ogni scopo, per colpire le nostre tradizioni e in particolare quella del 1° agosto, che rappresenta valori identitari e simbolici profondi. Sta ai proprietari degli animali adottare misure necessarie per il loro benessere, non sta alla maggioranza della popolazione rinunciare ai festeggiamenti del Natale e della patria. Come detto, nella nostra cultura i fuochi d'artificio sono utilizzati diffusamente in una e eventualmente in due occasioni all'anno, il che certamente non giustifica un divieto costituzionale come quello proposto dagli autori dell'iniziativa, a meno che il problema non siano in realtà gli stranieri in arrivo da altre culture in cui l'utilizzo di petardi e affini è assai più diffuso che da noi. Ciò significa che ancora una volta ci ritroveremo davanti ad un problema legato all'immigrazione eccessiva e alla mancanza di integrazione nelle nostre usanze. In definitiva, questa iniziativa va proprio nella direzione che dovremmo evitare: attacca le nostre tradizioni, riduce la libertà dei cittadini, limita la libertà economica, crea nuova burocrazia e nuovi costi.

Anche il controprogetto che propone di vietare i soli petardi a scoppio in aria - i prodotti a terra sono già vietati - appare forse più moderato ma non cambia la sostanza. Il santo non vale la candela. È tempo di semplificare e sburocratizzare, non di inventare nuovi e discutibili divieti con la burocrazia, il lavoro e le spese amministrative che ne derivano. Non possiamo continuare a proclamare la necessità di ridurre la burocrazia e di difendere la libertà individuale e poi, alla prova dei fatti,[NB]cogliere[NB]ogni[NB]occasione[NB]per[NB]fare[NB]esattamente il contrario.

Per questa ragione invito a raccomandare di respingere l'iniziativa e anche il controprogetto come da proposta originaria del Consiglio federale.