Chiesa Marco · Ständerat · 2025-12-17
Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-12-17
Wortprotokoll
Innanzitutto dichiaro il mio conflitto di interesse in quanto municipale della città di Lugano. Intervengo su un tema che non riguarda certo solamente la mia città rispettivamente il Canton Ticino, ma tocca i principi fondamentali della nostra politica infrastrutturale, della sicurezza e anche della coesione nazionale. Parlo dei tagli previsti, nel pacchetto di sgravi, ai contributi federali per gli aeroporti regionali e in particolare per l'aeroporto di Lugano a cui toccherà una grande parte del carico.
Occorre dirlo con chiarezza fin dall'inizio: Lugano-Agno non è una semplice infrastruttura regionale, ma è l'unico aeroporto della Svizzera a sud delle Alpi e svolge una funzione strategica per l'intero Paese, sia dal punto di vista della mobilità che da quello economico e della sicurezza. Solo nel 2024 lo scalo ha registrato oltre 21[NB]000 movimenti aerei, con una crescita del 12 per cento rispetto all'anno precedente. Di questi movimenti circa 8000 sono voli business che generano - lo vorrei sottolineare - un impatto economico stimato superiore ai 100 milioni di franchi, senza contare l'indotto più ampio legato a turismo, servizi e attrattività territoriale. L'aeroporto garantisce inoltre da 120 a 130 posti di lavoro diretti, sostiene in modo rilevante la formazione dei piloti, ospita eventi aeronautici e voli di Stato ed è parte integrante del sistema di infrastrutture previsto dal piano settoriale dei trasporti, parte infrastruttura aeronautica. Sono tutti elementi che dimostrano come la sua funzione vada ben oltre i confini cantonali. Il pacchetto di sgravi prevede una riduzione del contributo federale, almeno per quello che riguarda Lugano-Agno, di[NB]5[NB]milioni[NB]di[NB]franchi[NB]annui, destinati in larga parte, è stato evocato, a garantire la sicurezza del traffico aereo tramite Skyguide.
A mio modo di vedere, qui oggettivamente si tratta di un cattivo risparmio. Questi fondi non sono accessori; sono la condizione per mantenere standard di sicurezza adeguati. Senza questo sostegno le conseguenze sarebbero immediate: aumento spropositato delle tasse di atterraggio per ogni movimento, riduzione degli orari di apertura, perdita di competitività rispetto agli aeroporti esteri - io penso in particolare a Malpensa - e un serio rischio di ridimensionamento dello scalo che potrebbe portare a cancellare le prospettive di Lugano-Agno.
È importante sottolineare che l'aeroporto di Lugano non è strutturalmente deficitario. Ciò che viene messo in discussione non è quindi l'efficienza gestionale, bensì un pilastro essenziale del sistema, la sicurezza aerea, che, lo ricordo, è un compito dello Stato. Qui arriviamo a un punto centrale sul quale dovremmo interrogarci tutti noi: il finanziamento della sicurezza degli aeroporti regionali avviene tramite l'imposta sugli oli minerali destinati all'aviazione, la cui destinazione vincolata è sancita dalla Costituzione federale all'articolo 87b. Questa impostazione risponde a un chiaro principio di solidarietà all'interno dell'aviazione svizzera. Le entrate generate dal settore devono almeno in parte tornare al settore stesso. Mettere in discussione questo meccanismo significa contraddire un mandato costituzionale e trasferire oneri dalla Confederazione ai cantoni e ai comuni senza alcun reale risparmio sistemico.
Ricordo inoltre che il Parlamento - lo ha già evocato prima il collega Würth - ha già preso una posizione chiara in merito, approvando la mozione Würth 20.4412, "Garantire sostegno finanziario agli aerodromi regionali in quanto infrastrutture chiave". Con quella decisione abbiamo riconosciuto che gli aeroporti regionali sono infrastrutture chiave per il funzionamento del Paese. I tagli oggi proposti vanno nella direzione opposta e rischiano di svuotare quella decisione di ogni contenuto concreto. Nessuno nega la necessità di risanare le finanze federali e di rispettare il freno all'indebitamento, ma dobbiamo chiederci dove ha senso risparmiare e dove invece no.
Risparmiare sulla sicurezza, sulla mobilità degli abitanti delle regioni periferiche e sulla coesione del Paese è una scelta miope. Parliamo di importi limitati nel quadro complessivo del pacchetto, ma decisivi per la sopravvivenza di una infrastruttura strategica. Difendere l'aeroporto di Lugano-Agno per tutti non significa difendere un interesse locale, ma difendere la sicurezza e la credibilità delle nostre politiche infrastrutturali. L'equilibrio tra le regioni della Svizzera è una fonte di competenze e indotto a beneficio di tutta la cittadinanza.
Vi chiedo dunque di stralciare questa misura e di sostenere la maggioranza.