Gianini Simone · Nationalrat · 2026-03-02
Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-03-02
Wortprotokoll
L'iniziativa presentata il 7 gennaio 2019 dal Canton San Gallo chiede una modifica del Codice penale nel senso di rendere imprescrittibili i reati puniti con la detenzione a vita. È una [PAGE 3] richiesta comprensibile che però, come si vedrà, non raggiunge l'effetto desiderato.
Nella trattazione della prima fase, il Consiglio degli Stati aveva inizialmente deciso di non darvi seguito. Il 1° giugno 2021 questo Consiglio l'aveva invece approvata con 90 voti contro 89 e 10 astensioni. Successivamente, il 16 dicembre 2021, anche il Consiglio degli Stati ha deciso di darvi seguito, con 21 voti contro 20.
La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha così elaborato un progetto che prevede quale nuovo reato imprescrittibile unicamente l'assassinio. Il Consiglio degli Stati ha adottato quel progetto il 13 marzo 2025.
Nel suo parere del 12 febbraio 2025, alla luce dei risultati della consultazione, il Consiglio federale aveva invece proposto di rinunciare all'imprescrittibilità e agire invece sui termini di prescrizione per i reati gravi in generale, così come sull'attuale differenza tra l'assassinio - con un termine di prescrizione di 30 anni - e l'omicidio intenzionale, con un termine di 15 anni. Per elaborare una soluzione il più possibile condivisa, l'Ufficio federale di giustizia ha inoltre richiesto i pareri della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e della Conferenza svizzera dei Ministeri pubblici.
Dopo una prima discussione, la CAG-N ha deciso di procedere con delle audizioni, ascoltando l'8 gennaio 2026 i rappresentanti della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, della Magistratura inquirente, della medicina forense, dell'avvocatura, della Magistratura giudicante e del mondo accademico, i quali - per i motivi di cui si dirà nel seguito - si sono espressi quasi unanimemente contro l'imprescrittibilità dell'assassinio.
Nella seduta del 12 febbraio 2026 la vostra commissione è entrata in materia e ha proceduto all'esame del progetto, rilevando quanto segue: la prescrizione dei reati si muove tra le possibilità probatorie, oggi favorite dal progresso tecnico, e il concetto di "pace giuridica". Da un lato, alla luce delle moderne analisi del DNA e delle prove digitali, 30 anni di prescrizione per l'assassinio non appaiono in effetti più un termine così lungo. Dall'altro, occorre però anche salvaguardare il principio in base al quale i casi irrisolti devono un giorno, ahinoi, poter essere chiusi. Un'imprescrittibilità totale conferirebbe infatti al ministero pubblico un obbligo investigativo illimitato nel tempo, soluzione ritenuta né opportuna, né sostenibile dal profilo delle risorse. Soprattutto sarebbe problematica proprio anche dal profilo delle aspettative dei famigliari delle vittime che l'iniziativa cantonale vorrebbe invece sostenere e non frustrare.
Se si rende imprescrittibile l'assassinio e non, come in effetti non è nemmeno richiesto, l'omicidio intenzionale, l'eventualità - comunque non garantita nemmeno dall'analisi del DNA - di poter risalire all'autore dopo più di trent'anni si scontrerebbe con l'esigenza di provare con certezza le condizioni qualificate che differenziano il primo rispetto al secondo, ciò che dopo più di trenta, quaranta o cinquant'anni sarebbe tutt'altro che scontato. Ci si troverebbe quindi di fronte a un dilemma: da un lato le comprensibili aspettative dei famigliari si riaccenderebbero, per essere poi però frustrate dall'impossibilità di provare le condizioni del reato qualificato. Rendendo l'assassinio imprescrittibile esiste quindi un alto rischio di alimentare aspettative di giustizia che, di fatto, non possono essere soddisfatte.
La vostra Commissione degli affari giuridici ha pertanto deciso di sostenere la proposta dell'amministrazione, rinunciando alla più che problematica imprescrittibilità dell'assassinio. Proprio per venire incontro al senso di giustizia che spesso si infrange contro termini di prescrizione troppo brevi, ha prolungato in modo significativo in generale i termini di prescrizione dei reati gravi, portando il termine di prescrizione da 15 a 30 anni per i reati con una pena minima di 3 anni o più - in tal modo varrà dunque un termine di prescrizione uniforme di 30 anni per l'omicidio intenzionale e l'assassinio - rispettivamente da 15 a 20 anni per i reati con una pena massima superiore a 3 anni.
Nel complesso, la commissione è quindi giunta alla conclusione che un'imprescrittibilità dell'assassinio avrebbe soprattutto un carattere simbolico, ma problematico, se non addirittura controproducente per le aspettative, che verrebbero deluse, delle famiglie delle vittime, mentre la proposta dell'amministrazione, nata grazie al tema sollevato dall'iniziativa del Canton San Gallo, rappresenta una soluzione adeguata nel merito e coerente dal punto di vista sistematico.
La maggioranza della vostra commissione vi invita quindi a entrare nel merito del progetto che verrà poi illustrato nella discussione di dettaglio.